Gasdotto, slitta il verdetto: 30 giorni per l’alternativa

9 Ottobre 2014

Resta in piedi l’ipotesi del trasloco a Cupello. La Regione: «Risultato importante» Scongiurato il via libera dopo sei ore di trattative. Ma Ranalli non canta vittoria

SULMONA. Il fronte del no riesce a strappare il rinvio di un mese alla conferenza dei servizi sulla centrale Snam, dopo ore di trattative infuocate. La funzionaria del ministero dello Sviluppo economico, Concetta Cecere, incalzata dalla maggioranza delle parti, ieri ha dovuto cedere al rinvio. La conferenza dei servizi era iniziata alle 10.30 per terminare intorno alle 16. Quasi sei ore di infuocate trattative, dove non sono mancati momenti di forte tensione. Presenti alla riunione l’assessore regionale all’Ambiente, Mario Mazzocca, il sindaco di Sulmona, Peppino Ranalli, la vicepresidente della Provincia, Antonella Di Nino, i presidenti del Parco, Antonio Carrara, e della Saca, Domenico Petrella. Assenti il governatore Luciano D’Alfonso e il suo vice Giovanni Lolli. Assenze che non sono passate inosservate alla delegazione di una decina di ambientalisti dei comitati per l’ambiente e dell’associazione Orsa pro natura peligna, che hanno presidiato in silenzio la sede di via Molise. Resta la netta contrapposizione fra le parti, che dovrà essere risolta dal governo se fra 30 giorni le posizioni resteranno agli antipodi. Durante questo mese si dovrà rimettere in piedi il gruppo tecnico sulle alternative, per convincere tutti sulla bontà della soluzione Cupello o di altre ipotesi. In un primo momento, durante la sospensione per la pausa pranzo, si era temuto il peggio, coi funzionari del Ministero pronti ad andare avanti e a concedere il via libera all’opera di Case Pente, nonostante le pregiudiziali presentate dagli enti locali proprio sul mancato funzionamento del tavolo tecnico e sullo sdoppiamento degli iter fra centrale e metanodotto. La Regione è arrivata preparata al tavolo, portando anche la delibera con cui si nega l’intesa con lo Stato per la costruzione dell’impianto, su cui grava l’ombra del decreto Sblocca Italia, che priva le Regioni delle competenze in materia energetica.

«Si tratta di un risultato importante, ottenuto faticosamente dopo un’estenuante discussione» interviene l’assessore Mazzocca «se siamo a dichiarare positivo un rinvio di 30 giorni significa che come Regione alla vigilia avevamo percepito la sensazione che tutto faceva presupporre di voler chiudere la partita amministrativa. Il presidente D’Alfonso e il vicepresidente Lolli nei prossimi giorni avvieranno le trattative politiche con il governo per studiare ipotesi alternative».

In apertura, la conferenza di servizi aveva deciso di non votare su una pregiudiziale presentata dalla Regione e recepita martedì dalla giunta, ma il successivo confronto serrato ha convinto il Ministero ad aggiornare la seduta al prossimo 8 novembre. «Al termine di quella conferenza» aggiunge Mazzocca «ci troveremo di fronte a due alternative: il rinvio dell'intero procedimento al consiglio dei ministri per superare la mancata intesa, oppure una soluzione alternativa».

Ipotesi che torna a caldeggiare anche il sindaco Peppino Ranalli, che non nasconde la difficoltà della giornata. «È stata molto dura» ammette il primo cittadino «i funzionari del Ministero erano decisi sul via libera alla Snam. Poi, dopo ore di trattative, dove non sono mancate urla e pugni sbattuti sul tavolo, siamo riusciti a ottenere il rinvio. In questo lasso di tempo bisognerà riattivare il tavolo delle alternative».

Il verdetto è rimandato di 30 giorni. Prossima e forse ultima puntata della saga sabato 8 novembre.

Federica Pantano

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