Gassmann: «Felice, ma ora riapra il Teatro»

16 Marzo 2024

L’attore (già direttore artistico del Tsa): «L’Aquila è una città con tante promesse non mantenute»

L’AQUILA. «Sono contento che questa possibilità importante venga data all’Aquila. La conoscevo prima del terremoto e l’ho rivista dopo negli anni. Molto ancora c’è da fare, molte promesse in questi anni non sono state mantenute». A dirlo è Alessandro Gassmann, che commenta così la decisione del ministero della Cultura di nominare L’Aquila capitale della Cultura 2026. Gassmann fu direttore artistico del Teatro Stabile d’Abruzzo dal 2009 al 2011. «Ricordo una città bellissima, con gente generosa. Spero che questa occasione», sostiene l’attore, «aiuti L’Aquila a ritrovare tutta la sua bellezza, a partire dal teatro che ancora dopo tutti questi anni è chiuso». Quindi, un auspicio per la città rappresentato dal nuovo direttore artistico del Tsa: «Auguro agli aquilani un futuro di rinascita vera e al mio amico e collega Giorgio Pasotti, appena riconfermato direttore artistico dello Stabile aquilano, buon lavoro».
le altre reazioni
«”L’Aquila bella mé” (“L’Aquila bella mia”). I pastori aquilani pronunciavano questa frase al ritorno della transumanza dopo esserne stati lontani, con gli occhi accecati dalla bellezza della città che era sbiadita nei ricordi dei lunghi mesi girovaghi. Così oggi tutta l’Italia, dopo la proclamazione dell’Aquila come capitale italiana della cultura 2026, si appresta a risvegliare i ricordi pieni di meraviglia sulle bellezze di una città che è rinata dalle sue ceneri e che offre ancora una volta memore delle sue cento rinascite un nuovo incanto intriso nella cultura e nel paesaggio mozzafiato di una natura incontaminata». Così l’eurodeputata di Fratelli d'Italia-Ecr Elisabetta De Blasis. «Credo che questo riconoscimento premi soprattutto la resilienza e la resistenza dei cittadini che sono rimasti con tenacia a ricostruire anche il tessuto culturale della nostra città e che caparbiamente ne hanno preservato la sua unicità». Soddisfazione è stata espressa da Fausta Bergamotto, sottosegretario al ministero delle Imprese e del Made in Italy. Di «opportunità enorme per l'intero Abruzzo» parla il presidente di Confindustria L’Aquila Abruzzo Interno, Riccardo Podda. «Un traguardo», ha dichiarato, «che premia lo sforzo collettivo di una comunità e di un territorio che si concretizza in una visione territoriale e di sviluppo prospettico. L’Aquila è, oggi, più che mai modello di un rapporto sinergico tra cultura, sviluppo e innovazione a servizio del rilancio delle zone interne e dell’Appennino grazie a realtà importanti come Università, Gssi, Infn, i poli scientifici e tecnologici di eccellenza, la Casa delle tecnologie emergenti e la rete industriale e produttiva, che ne fanno centro di saperi e di ricerca continua». «Un traguardo che valorizzerà ancora di più le aree interne», afferma il delegato dell’area aquilana di Confindustria, Ezio Rainaldi. L’avvocato Alfredo Chiantini, consigliere comunale di Avezzano, ha scritto al sindaco Biondi. «Sappia la città d’Aquila unire – nel segno della cultura e dell’identità – il territorio dell’Abruzzo interno». Chiantini ricorda le figure di Celestino V, San Bernardino, San Massimo, ma anche «i tratturi e le transumanze, San Pellegrino in Bominaco, Santa Maria in Valle Porclaneta a Rosciolo dei Marsi, Madonna delle Grazie a Navelli, l’Abbazia di Santa Lucia a Rocca di Cambio».