Genitori e bimbi in piazza per avere scuole sicure

6 Novembre 2016

Prima il corteo in centro storico, poi l’incontro con l’assessore Santarelli Le mamme: vogliamo i Musp. Il Comune: risolveremo il problema entro fine anno

SULMONA. Temono per la sicurezza dei loro figli costretti a studiare in edifici scolastici insicuri. Lo temono ancora di più dopo le recenti forti scosse che continuano a devastare il Centro Italia. Ieri mattina, a distanza di due mesi, tante mamme e tanti papà hanno deciso di tornare in piazza per manifestare tutte le loro ansie e le loro preoccupazioni. Questa volta lo hanno fatto insieme ai loro bambini chiedendo di poter avere scuole più sicure. Armati di striscioni, cartelli e palloncini bianchi, in oltre cento si sono radunati in piazza XX Settembre, sotto la statua di Ovidio, per dare vita a un silenzioso e composto sit-in. «Vogliamo parlare con il silenzio perché con il silenzio i nostri amministratori stanno affrontando questo delicatissimo problema», ha evidenziato la portavoce del comitato “Scuole sicure”, Barbara Zarrillo. «Non è nostra intenzione creare allarmismi o problemi, vogliamo solo che si vada avanti con la seconda fase del piano di intervento concordato con il sindaco e con gli amministratori, che prevede l’utilizzo di Musp per consentire la messa in sicurezza degli edifici scolastici, alcuni dei quali versano in una situazione davvero critica». Da piazza XX Settembre il corteo, aperto da un eloquente cartello “I nostri figli li vogliamo in scuole sicure e non sotto le macerie”, ha sfilato in silenzio lungo corso Ovidio fino a raggiungere Palazzo San Francesco, sede del Comune di Sulmona. Qui, dopo una breve sosta nel cortile dello storico palazzo, che l’altro giorno i dipendenti comunali hanno chiesto di poter lasciare perché ritenuto poco sicuro, una delegazione di genitori ha incontrato l’assessore ai Servizi sociali con delega all’istruzione e alle politiche della scuola Paolo Santarelli. L’assessore si è affrettato a garantire che già dalla prossima settimana sarà preparata una delibera di giunta con cui sarà avviato l’iter per l’acquisto e l’installazione dei Musp. Moduli scolastici dove, entro l’inizio del nuovo anno, saranno trasferiti buona parte degli alunni delle elementari e medie per avviare il miglioramento e adeguamento sismico delle scuole considerate a rischio. «Per muoverci abbiamo dovuto attendere che fosse compiuto l’iter burocratico, che prevede l’ok dalla prefettura per i certificati antimafia indispensabili alle ditte incaricate per avviare i lavori alle scuole interessate», ha detto Santarelli. «Tra mercoledì e giovedì, con una delibera di giunta, faremo partire la seconda fase. Ci stiamo occupando di trovare una sistemazione per i Musp che potrebbero essere collocati all’interno della caserma Battisti. Stiamo valutando anche le soluzioni per il trasferimento degli uffici comunali in quanto a palazzo San Francesco sono previsti i lavori di messa in sicurezza e di miglioramento della vulnerabilità sismica. L’amministrazione ha a cuore non solo la situazione dei nostri figli ma di tutti i cittadini». Santarelli, che ieri mattina ha fatto le veci del sindaco, a letto per una leggera forma influenzale, ha ricordato che l’amministrazione non è stata mai ferma: «Entro il 31 dicembre tutto dovrà essere risolto in quanto scadranno le convenzioni con le quali la Curia, ha messo a disposizione del Comune le stanze di tre parrocchie per ospitare altrettante scuole materne rimaste senza locali». A Santarelli i genitori hanno infine chiesto di poter individuare un loro rappresentante che si interfacci quotidianamente con gli amministratori. «Controlli e verifiche agli edifici scolastici sono stati effettuati subito dopo le recenti scosse di terremoto», ha rassicurato l’amministratore comunale, promettendo ai genitori che, nei prossimi giorni, verranno avviati ulteriori approfondimenti tecnici sulle strutture scolastiche maggiormente a rischio per poi rivedersi entro la fine della prossima settimana, dopo che la delibera per l’acquisto e l’installazione dei Musp sarà finalmente operativa.

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