Genitori e due figli salvati sulla via invasa dalla neve

L’AQUILA. Una notte in più in albergo, ospitate all’hotel Canadian, per le trenta famiglie sfollate a causa del pericolo di crollo di una gru in un cantiere per la ricostruzione post sisma, tra via...
L’AQUILA. Una notte in più in albergo, ospitate all’hotel Canadian, per le trenta famiglie sfollate a causa del pericolo di crollo di una gru in un cantiere per la ricostruzione post sisma, tra via Angioina e via del Falco, nella zona tra San Domenico, via Sallustio e Fontesecco. L’area, per due giorni interessata dall’operazione di smontaggio della gru, è stata interdetta dal sindaco Pierluigi Biondi, con un’ordinanza nel pomeriggio di giovedì, quando sono state allontanate le famiglie per motivi di sicurezza.
LA GRU INCLINATA. Dopo due giorni di lavori, prima per stabilizzare la gru che si è inclinata, minacciando gli edifici circostanti, molti dei quali già ricostruiti e abitati da poco, i tecnici e gli operai del Consorzio Di Vincenzo & Strever sono riusciti a smontare la gru e a rimettere l’area in sicurezza. Da stamani, se non ci saranno state complicazioni nella notte, il sindaco ritirerà l’ordinanza di sgombero e di interdizione al traffico delle zone interessate.
Ma andiamo per ordine.
L’ALLARME. Giovedì, intorno alle 9, il responsabile del cantiere della Di Vincenzo & Strever scendendo da via Sallustio, ha notato che nel posizionamento della gru qualcosa non andava. Si è precipitato a fare le misurazioni insieme ai tecnici e in effetti c’era un problema: la gru, alta 46 metri, si era inclinata leggermente su un lato. Una inclinazione di 10 centimetri, che proiettata lungo l’asse della torre, faceva pendere la gru di circa un metro.
LE INFILTRAZIONI. L’inclinazione, ha spiegato poi il responsabile del cantiere, è stata dovuta non al cedimento del basamento della struttura, ma del terreno, dovuto forse a infiltrazioni di acqua e neve. L’impianto della gru, quindi, non presentava alcun difetto di montaggio. L’operazione di smantellamento doveva cominciare e concludersi entro la notte tra giovedì e ieri.
COMPLICAZIONI. Ma c’è stata una complicazione: togliere i contrappesi poteva costituire un pericolo per lo sbilanciamento della gru. E nonostante l’arrivo da Chieti di un braccio da 500 tonnellate, l’impresa non ha potuto fare nulla, perché c’era la necessità di un altro braccio per imbracare la struttura e evitare oscillazioni.
SECONDO BRACCIO. Il secondo braccio, da 200 teonnellate, è arrivato nel pomeriggio da Recanati, dopo il tentativo andato a vuoto (per il guasto al computer) di farne arrivare uno da Roma entro le 10 del mattino. Il secondo braccio è stato posizionato in piazza San Domenico e da lì è stata stabilizzata la gru ed è iniziato lo smontaggio.
FINO A NOTTE. L’operazione è andata avanti fino a notte. «Per fortuna nessuna conseguenza e nessun intralcio alla Fiera», ha detto l’assessore alle Opere pubbliche, Guido Liris. «Ci dispiace per il disagio dei residenti». In base al rapporto di polizia e vigili urbani, non è esclusa l’apertura di un’inchiesta.
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