Gennai: «Vado avanti contro gli abusi»

Il funzionario del Parco: «Non mi faccio intimidire, continuerò il lavoro». Solidarietà dai sindacati e dall’ex direttore Febbo
PESCASSEROLI. «Non voglio enfatizzare ciò che è accaduto. Ma una cosa voglio dirla in modo chiaro e inequivocabile: non mi faccio intimidire e andrò avanti nell’opera di ripristino della legalità per quel che concerne gli abusi edilizi compiuti all’interno dell’area parco». Andrea Gennai, responsabile dell’ufficio tecnico e, insieme all’ufficio legale, della repressione degli abusi edilizi commessi nel Parco nazionale d’Abruzzo, Lazio e Molise, mostra nervi saldi e la volontà di non cedere davanti a quella testa d’agnello mozzata infilzata sulla recinzione del Centro visite a Pescasseroli, accompagnata da un biglietto di minacce indirizzate a lui e ai suoi familiari. «Tutto ciò fa parte del nostro lavoro che è quello di occuparci dell’individuazione e dello smantellamento dei manufatti spuntati negli anni all’interno dell’area parco», continua Gennai, 49 anni originario di Pisa, il cui nome è anche tra i tre candidati alla direzione dell’Ente. Una terna da gennaio sul tavolo del ministro dell’Ambiente che non ha ancora fatto la sua scelta. «Spero», conclude Gennai, «che gli autori di questo gesto non abbiano voluto tentare di interferire proprio sulla nomina del nuovo direttore del Parco. Per il resto non c’è altro da aggiungere». Un episodio inquietante sul quale sono in corso indagini da parte dei carabinieri, coordinati dalla Procura di Sulmona. Intanto a Gennai continuano ad arrivare messaggi di solidarietà.
«Esprimo totale solidarietà e affettuosa vicinanza ad Andrea Gennai, per la vile intimidazione cui è stato fatto oggetto, in puro stile mafioso, e lo invito a non demordere dalla sua azione contro gli abusivi, per il bene del Parco e per l’alta considerazione che questo riscuote a livello nazionale e internazionale». A parlare è Dario Febbo ex direttore del Parco, che aggiunge: «Un parco senza direttore da due anni, fra poco anche senza presidente, è un Parco debole e questa è una responsabilità gravissima del ministero dell’Ambiente e del suo responsabile politico, il ministro Costa. Attualmente dei 24 parchi nazionali, 13 sono senza presidenti e 9 senza direttori: un fallimento della politica ministeriale per quanto riguarda le aree protette. Il Ministero che dovrebbe assicurare la funzionalità e l’efficienza dei parchi nazionali è quello che ne mina la funzionalità e ne determina l’inefficienza».
Anche Cgil, Cisl e Uil scendono in campo a sostegno di Gennai. «Il Parco è stato fatto segno, l’altra mattina, di un brutale atto di inciviltà perpetrato con il metodo dell’avvertimento mafioso. Se da un lato preoccupa non poco la constatazione della presenza nell’area del Parco di singoli personaggi o di organizzazioni malavitose capaci di mettere in atto intimidazioni di questo genere, per altri versi ciò dimostra la bontà e l’efficienza dell’azione dell’Ente nel reprimere le attività illecite. La nostra piena solidarietà va ad Andrea Gennai, al presidente Antonio Carrara e a tutti i lavoratori del Parco». Solidarietà a Gennai arriva anche da Rifondazione comunista che bolla l’accaduto come «un ignobile gesto frutto di una cultura e di una pratica che certamente non appartiene alle popolazioni del Parco».
©RIPRODUZIONE RISERVATA

