Gerosolimo abbandona: la corsa per diventare sindaco finisce qui

9 Ottobre 2021

Il candidato annuncia il ritiro dalla campagna elettorale e spiana la strada al rivale del centrosinistra Decisivo il no di Lega, FI e Fd’I all’apparentamento: «Gli elettori hanno già deciso, chiedo scusa a tutti»

SULMONA. Ha suonato il gong senza attendere l’ulteriore giudizio degli elettori e ha abbandonato il ring elettorale, a dieci giorni dal ballottaggio che decreterà il futuro sindaco di Sulmona: una resa che non ha precedenti nella storia cittadina quella di Andrea Gerosolimo, avvocato 47enne, ex assessore regionale. La sua desistenza politica è stata annunciata in una nota diramata ieri all’ora di pranzo, indigesta per i 112 candidati che l’hanno seguito in questa competizione, zuccherosa per tutti coloro che hanno avversato il civismo.
COSA ACCADRÀ?
Rinuncia o no, alle urne i sulmonesi dovranno tornare ugualmente domenica 17 (dalle 7 alle 23) e lunedì 18 (dalle 7 alle 15) e sulla scheda troveranno i nomi di Gerosolimo e Di Piero. Sarà proclamato sindaco colui che otterrà il maggior numero di voti validi. L’ufficiale ritiro dalla campagna elettorale di Gerosolimo, dunque, non ferma il ballottaggio, ma spiana la strada al centrosinistra di Gianfranco Di Piero, il dirigente Asl uscito trionfante dal primo turno elettorale. Salvo altre, clamorose sorprese sarà Di Piero a raccogliere l’eredità di Annamaria Casini e a guidare la città fino al 2026.
«SAREMO OPPOSIZIONE»
«Mi assumo tutta la responsabilità di questo risultato» le parole di Gerosolimo «aver preso circa 800 voti in meno delle mie liste rappresenta un dato significativo che consegna la città al candidato sindaco Di Piero. Sulmona non può perdere tempo neanche un giorno, visti i grandi temi in discussione e i numerosi problemi sul tavolo. Pertanto, per quanto mi riguarda, la coalizione di sinistra può già iniziare a lavorare sulla futura giunta per guadagnare tempo prezioso a vantaggio della nostra città. La mia campagna elettorale finisce qui. Chiedo scusa a tutti i nostri sostenitori che avrebbero voluto continuare a lottare, ma nel contempo chiedo loro comprensione non per l’Andrea politico ma per l’Andrea uomo e padre che non può assolutamente permettere che vengano celebrati altri sette giorni di violenza verbale e di odio diffuso. Gli elettori hanno deciso che il nostro ruolo è quello della minoranza e questo faremo nell’interesse di Sulmona. La nostra sarà una opposizione attenta e rigorosa, sempre rispettando quel principio di pacificazione che abbiamo più volte espresso durante questi mesi. Continueremo il nostro percorso attraverso lo strumento della partecipazione civica che abbiamo ritenuto il miglior modo per dare rappresentanza alle nostre comunità. Sulmona ha deciso di farsi rappresentare dai partiti, ma noi siamo certi che il tempo ci darà ragione. L’accordo tra centrosinistra e centrodestra, denominato da loro stessi diagonale, si è palesato a tal punto che candidati di centrodestra hanno chiesto, sin dal primo turno, il voto per il candidato sindaco della sinistra. La cosa è apparsa ancora più evidente dall’invito al voto manifestato da alcuni candidati negli ultimi giorni. Per tale ragione è risultato vano anche qualsiasi tentativo di interlocuzione con tutte le forze di centrodestra in prospettiva secondo turno. La verità è che avevano già deciso tutto da tempo, molto prima della competizione elettorale. Il loro obiettivo non era governare la città, ma abbattere Andrea Gerosolimo. Sono in circolazione e in mio possesso manifesti, video, commenti, chat di partiti politici in cui viene denigrata pesantemente la mia persona e non il mio ruolo. Questi contenuti saranno oggetto di attenzione da parte degli organi competenti».
IL CONSIGLIO POSSIBILE
In caso di elezione di Di Piero, Gerosolimo andrà all’opposizione (sei seggi) insieme a Salvatore Zavarella (Fare Sulmona), Franco Di Rocco (Sulmona al centro), Luigi Santilli (Masci capolista), Antonietta La Porta (Lega) e Vittorio Masci. Della maggioranza Di Piero (dieci seggi) faranno parte Teresa Nannarone, Mimmo Di Benedetto e Antonietta La Gatta (Pd), Maurizio Proietti, Caterina Di Renzo, Katia Di Marzio (Sulmona libera e forte), Maurizio Balassone (Sbic), Claudio Febbo (Intesa per Sulmona), Attilio D’Andrea (Movimento 5 Stelle).
L’ULTIMO NO
Appena 24 ore prima Gerosolimo si era dichiarato pronto a un apparentamento con lo sconfitto Vittorio Masci ma il «no» incassato dal centrodestra l’ha portato alla resa. «Poiché la linearità, la serietà e la coerenza hanno sempre distinto l’iniziativa politica ed elettorale del candidato Vittorio Masci e della coalizione che lo ha sostenuto», evidenziano i rappresentanti di Lega, Forza Italia, Fratelli d’Italia e lista Masci sindaco, «ciò ci induce a rifiutare qualsiasi offerta di accordo o apparentamento al turno di ballottaggio con il candidato Gerosolimo. Al termine del primo turno i cittadini, attesa la nostra esclusione dal ballottaggio, si trovano oggi di fronte a un’alternativa fra il civismo da noi avversato e la coalizione di centrosinistra che è invece avversario politico naturale. È del tutto errato porre l’accento sulla presenza nella coalizione di centrosinistra che sostiene il candidato Di Piero, uomo notoriamente moderato, di componenti quali Pd o 5 Stelle, quasi che l’elettorato di centrodestra che lo votasse finirebbe con il votare l’avversario politico tradizionale. Non può essere trascurato, infatti, che nella coalizione che sostiene il candidato Gerosolimo vi è altrettanta presenza di componenti di sinistra, dal movimento I Democratici, legato all’ex sindaco Bruno Di Masci, che è parte dissidente del Pd, ad Avanti Sulmona legata al Partito socialista, né si può sottacere che lo stesso Gerosolimo è stato ex assessore regionale della giunta di centrosinistra di Luciano D’Alfonso, al quale è ancora politicamente legato. Né può parlarsi di una presenza di forze di centrodestra all’interno di quello schieramento, perché chi si definisce tale avrebbe dovuto, per coerenza, affiancare Masci». Parole che hanno sancito il rifiuto a possibili alleanze. Arrivate qualche ora prima della resa.
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