Gestione eventi culturali, associazioni sul piede di guerra

28 Giugno 2018

L’AQUILA. Associazioni culturali sul piede di guerra per la nuova edizione dei Cantieri dell’Immaginario. A essere contestato è soprattutto il metodo con cui la giunta ha scelto gli enti a cui...

L’AQUILA. Associazioni culturali sul piede di guerra per la nuova edizione dei Cantieri dell’Immaginario.
A essere contestato è soprattutto il metodo con cui la giunta ha scelto gli enti a cui affidare l’allestimento e l’organizzazione degli spettacoli.
«Non è stato fatto un bando, al contrario degli altri anni», affermano le associazioni, che ieri si sono riunite a Palazzo Fibbioni per partecipare all’incontro “Politiche Culturali del Comune dell’Aquila: stato dell’arte e sviluppo” organizzato dalla Coalizione sociale, «Non c’è stata trasparenza, non si capisce con quali criteri siano state chiamate le istituzioni che sono nel cartellone, che, dal canto loro, non esistendo atti amministrativi, non sanno nemmeno se e quando prenderanno i soldi. Noi stiamo ancora aspettando quelli delle passate edizioni».
A destare perplessità, tra gli operatori, è anche il modo in cui è stato nominato il nuovo direttore artistico, Leonardo De Amicis, già scelto lo scorso inverno dall’amministrazione per guidare il comitato organizzatore della Perdonanza. A quanto pare, della nomina di De Amicis si è saputo soltanto un mese fa, nella prima riunione operativa organizzata dall’amministrazione per programmare l’edizione 2018. Ma quella dei Cantieri, secondo le associazioni, è solo la punta dell’iceberg, l’ultimo episodio in ordine di tempo.
Sono tanti i problemi e le criticità che gli operatori culturali mettono sul tavolo. «Quelle su cui vorremmo richiamare l’attenzione», spiega Carla Cimoroni, la consigliera comunale della Coalizione sociale, «sono soprattutto la carenza di spazi e l’assegnazione dei contributi. Oltre a esserci pochi spazi adatti alle esigenze delle associazioni, manca completamente una cabina di regia nella gestione. Per chi propone la realizzazione di eventi, è difficile capire anche con chi interfacciarsi. Basti pensare che l’Auditorium del Parco del Castello è gestito dal settore Patrimonio e il Palazzetto dei Nobili dalla Cultura mentre altri spazi ancora sono stati affidati ad alcune associazioni con tutt’altro tipo di procedure. Già mettere a sistema tutto questo sarebbe un passo avanti. L’altro tema che ci sta a cuore è quello dei contributi, sia quelli gestiti direttamente dal Comune, troppo esigui e erogati con troppo ritardo, che quelli del progetto Restart, provenienti dai famosi fondi del 4%».
«Nel 2020», afferma in conclusione Cimoroni, «questi soldi finiranno, c’è da chiedersi che succederà a partire dal 2021».(ro.ci.)
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