Gestione piscina, chiesto l’intervento dell’Anac

16 Ottobre 2016

I titolari di Pinguino, Pineta e Metrò chiedono aiuto all’Autorità anticorruzione Bando per l’affidamento, critiche al Comune per i ritardi nell’apertura delle buste

AVEZZANO. Bando per l’affidamento della piscina comunale, l’associazione temporanea d’imprese si rivolge all’anti-corruzione (Anac): vogliamo sapere se è tutto in regola.

La Pinguino, La Pineta e La Metrò che hanno manifestato l’interesse di gestire la struttura di Borgo Pineta vogliono vederci chiaro. Dopo aver risposto a un bando arrivato alla vigilia di Ferragosto, a tre anni dalla scadenza dell’affidamento concesso precedentemente, ci sono state due proroghe per l’apertura delle buste. Nel frattempo, però, i gestori degli anni passati hanno ripreso l’attività e solo la prossima settimana si saprà a chi verrà affidata la piscina.

«Perché non è stato rinnovato nel 2013 l’affidamento appena era scaduto?», ha commentato Nazzareno Di Matteo, patron della Pinguino e membro dell’Ati che ha risposto al bando, «Amatilli dice che è un fiore all’occhiello e noi lo sappiamo perché nasce da molto lontano questo progetto. Il 30 giugno è stata chiesta la riconsegna delle chiavi da parte del Comune alla Fin che poi però ad agosto gliel’ha ridata».

«Adesso che sono stati fatti gli abbonamenti ed è partita la stagione», continua Di Matteo, «tra qualche giorno quando si apriranno le buste come si farà? L’impianto ha bisogno di manutenzione perché in 15 anni non è stato fatto nulla e nessuno ha controllato che venisse fatto».

Al bando hanno risposto due sole società. L’associazione temporanea costituita dalla Pinguino Nuoto, dalla Metrò e dalla Pineta, e un’altra società di cui per ora non si sa nulla.

«Chiunque prenderà la piscina dovrà mettere mano al portafogli e investire per sistemarla», ha precisato Alessandro Lucarelli della Metrò, «l’amministrazione non ha controllato lo stato della piscina comunale che ora è penoso. Finora si è utilizzata la piscina comunale per fare concorrenza alle altre società sportive e addirittura si fanno ballo e palestra, quando in realtà è nata per un solo sport. Non è giusto che noi paghiamo 44mila euro per l’affitto della palestra quando invece ci sono società che hanno strutture comunali e pagano 100 euro».

I titolari delle società sportive hanno anche lamentato il problema riguardante la concessione delle strutture comunali a prezzi irrisori a società sportive che poi gli fanno concorrenza con corsi a prezzi stracciati.

«Quello che è successo è un chiaro esempio dell’incapacità di questa amministrazione di gestire gli impianti sportivi», ha evidenziato Lorenzo De Cesare della Pineta, «come mai un’amministrazione che ha fatto della trasparenza la sua bandiera fa si che possa accadere ciò? Perché si lascia scadere e dopo 8 o 10 mesi si va a ricorrere a una situazione paradossale?»

«Noi», conclude De Cesare, «ci siamo rivolti agli organi preposti per denunciare tutto ciò. Magari l’Anac ci dirà che 3 anni per un bando sono giusti, staremo a vedere. Intanto giriamo ad Amatilli il quesito: se vinceremo noi l’appalto chi rimborserà gli utenti che hanno fatto l’abbonamento?».

©RIPRODUZIONE RISERVATA