Gestore aggredito e filmato in viso Giallo in un locale di piazza Duomo

L’uomo raggiunto da un pugno nella serata di sabato e poi avvicinato da un soggetto col telefonino La vittima: «Ho chiamato i carabinieri perché adesso temo possibili nuovi raid da parte degli amici»
L’AQUILA. Una pattuglia dei carabinieri staziona in una traversa di piazza Duomo tra la mezzanotte e l’una. Di fianco, due militari a colloquio con due ragazzi italiani che gesticolano nel tentativo di spiegarsi. Dopodiché gli operatori montano in macchina e ripartono in base alle indicazioni raccolte, con i due che si guardano attorno circospetti mentre abbassano la saracinesca di un locale. Si tratta del titolare di un esercizio commerciale e del cuoco. Sono stati loro a richiedere l’intervento di una pattuglia. Il motivo: un ragazzo straniero poco prima era passato di fronte al locale e, fingendo di fare una semplice videochiamata, aveva invece rivolto lo smartphone verso la vetrina immortalandone in viso il titolare, stando al racconto di quest’ultimo. Di qui la richiesta d’intervento alle forze dell’ordine, poi intervenute quando il giovane si era ormai dileguato. Anche se la privacy, stavolta, non c’entra niente.
L’AGGRESSIONE
«Ho chiamato i carabinieri perché sono certo di essere stato ripreso, oppure fotografato, da un ragazzo straniero, forse egiziano, che parlava in arabo con qualcuno all’altro capo del telefono», racconta il gestore del pub, continuando a guardarsi intorno, come in attesa di un agguato. «Mi sono allarmato perché sabato sera ho subìto un’aggressione proprio qui di fronte, e temo che possa succedere di nuovo. Non ho paura perché credo di sapermi difendere», dice. «Il problema sono le modalità dell’aggressione subita che mi preoccupano, oltre al fatto che questa gente giri con i coltelli in tasca, pronti all’uso. Sabato, per esempio, ero fuori dal mio locale e sono passati tre ragazzi stranieri. Uno di loro mi è sfilato alle spalle e mi ha rifilato un pugno a tradimento colpendomi all’orecchio, per cui non ho avuto modo di schivarlo né di reagire in alcun modo, anche perché, subito dopo, è fuggito insieme agli altri. Se mi avesse raggiunto pochi centimetri più in là sarei stato colpito alla tempia e forse non sarei rimasto in piedi. Non saprei dire se il ragazzo che parlava al telefono fosse l’autore stesso dell’aggressione, o se invece si tratti di un altro ragazzo a lui collegato. Nel dubbio ho chiamato i carabinieri perché temo che possa tornare qualcuno a farmi del male. Ai militari ho quindi indicato la direzione verso la quale si è allontanato chiedendo loro di transitare più spesso da queste parti, così che la loro sola presenza in divisa scoraggi altri tentativi come quello di sabato. La cosa inquietante è pensare che adesso la mia immagine possa circolare sui telefoni di queste persone, che quindi potrebbero tornare a botta sicura la prossima volta. Ed è assurdo pensare che ho scelto di aprire l’attività a piazza Duomo proprio perché la ritenevo una zona meno a rischio rispetto a piazza Regina Margherita».
IL PRECEDENTE
E con questa siamo a due aggressioni nell’arco di due settimane ai danni dei gestori di altrettante attività del centro storico. A fine agosto erano stati infatti i clienti dell’Hot Shot in via Marrelli a essere malmenati, con i titolari, un uomo e una donna, subito intervenuti nel tentativo di difenderli. Al termine di quella colluttazione era stata la donna ad avere la peggio, poi refertata con contusioni a braccia e gambe. L’uomo, invece, aveva a sua volta subìto il furto del telefono che, ironia della sorte, aveva estratto dalla tasca nel tentativo di fotografare gli aggressori e facilitare la successiva identificazione da parte delle forze dell’ordine. Telefono poi recuperato da alcuni amici che si erano lanciati all’inseguimento dell’autore del furto e dell’aggressione».
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