Giallo dell’incidente, polemica tra i legali

2 Agosto 2020

L’avvocato difensore dei due imprenditori magrebini: «Ci risulta che i miei assistiti siano stati investiti»

AVEZZANO. La verità sull'incidente avvenuto tre giorni fa potrebbe arrivare nei prossimi giorni, grazie alle indagini dei carabinieri della caserma di Trasacco e della compagnia di Avezzano. Sul caso risulta indagato un giovane di Trasacco, accusato di lesioni nei confronti di due marocchini, che hanno riportato delle ferite non gravi. L'automobilista, A.T., di Trasacco, tramite il suo legale, Roberto Verdecchia, aveva fatto sapere che non si era allontanato dal luogo dell'incidente di mercoledì per far perdere le sue tracce, ma solo perché era stato accerchiato da alcuni stranieri. Si è presentato subito dopo in caserma per denunciare l'accaduto. Sostiene inoltre di non aver investito nessuno. La sua auto ieri è stata dissequestrata. Sulla vicenda a parlare sono ora, sempre tramite i legali, i due fratelli magrebini, titolari di una ditta edile molto nota nella Marsica.
«Siamo stati costretti a prendere posizione pubblicamente», spiega l’avvocato Pietro Lanzi Palladini, che insieme alla collega Cinzia Basilico difende i due fratelli marocchini, «non fosse altro perché da tre giorni stiamo assistendo a una incessante attività di comunicazione con il pubblico, sia da parte del difensore dell'automobilista accusato, sia da parte di quest’ultimo, che richiama alla mente l’antico brocardo latino excusatio non petita accusatio manifesta (“scusa non richiesta accusa manifesta”».
«Ci risulta, sulla base dei primi rilievi eseguiti per parte dei carabinieri di Trasacco, intervenuti nell’immediatezza», aggiunge l'avvocato Basilico, che parla di vero e proprio investimento, «che i fatti, in verità, si siano svolti in maniera completamente diversa da quella narrata dall’avvocato Verdecchia nei giorni scorsi ai mass media. Crediamo fortemente che solo le aule giudiziarie siano il luogo deputato a far emergere la verità».
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