Giallo sul fascicolo sparito: nuova udienza il 26 ottobre

15 Ottobre 2022

Causa ancora aperta per altre due vittime, potrebbe cambiare il giudice

L’AQUILA. La battaglia non è finita. La causa civile non si è infatti esaurita con la sentenza choc che assegna un concorso di colpa a tre delle vittime del terremoto del 2009 all’Aquila. Il prossimo round giudiziario è fissato per il 26 ottobre, quando si terrà l’udienza sui risarcimenti per la morte delle due sorelle Giusy e Genny Antonini, originarie di Sant’Egidio alla Vibrata, vittime anche loro del crollo della palazzina di via Campo di Fossa 6B. La sentenza del 9 ottobre non ha infatti potuto trattare l’istanza dei loro familiari perché non si ritrovavano i fascicoli che le riguardavano.
IL GIALLO E LA NUOVA UDIENZA
Che ci sia un giallo lo dice proprio la sentenza choc firmata dalla giudice Monica Croci, cioè l’ atto che a pagina 16 assegna alle altre tre vittime interessate dalla stessa causa – Alberto Guercioni, Paolo Verzilli e Ilaria Rambaldi – il concorso di colpa del 30% per la propria morte per la «condotta incauta di trattenersi a dormire» in quella notte del 6 aprile. Si legge invece a pagina 7: «Va premesso come non si rinvengano in atti i fascicoli di parte cartacei relativi alla controversia R.G. 882/15 (quella, appunto, che riguarda la morte delle due sorelle Antonini, ndr), essendovi solo il fascicolo d’ufficio con le copie di taluni atti introduttivi; dovrà pertanto disporsi la separazione del procedimento e la rimessione sul ruolo per le ricerche e/o la ricostruzione».
La nuova udienza della causa, quindi, è stata fissata per il 26 ottobre. È ancora un’incognita il nome del giudice in aula. Sarà la stessa Monica Croci, che ha trattato finora la causa? Se “teoricamente” sarebbe prassi che questa resti ancora nelle sue mani, alcuni indizi dicono che avverrà il contrario. Su tutti il calendario delle udienze del 26 ottobre disponibile sul sito web del tribunale dell’Aquila, secondo cui la giudice Croci quel giorno sarà impegnata soltanto in udienze penali e non civili. Una decisione ufficiale sul nome del giudice che il 26 ottobre sarà in aula per la nuova udienza, ad ogni modo, non ci sarebbe ancora.
Prima di quel giorno, in ogni caso, accadranno altre due cose.
IL RICORSO IN APPELLO
La prima già nei prossimi giorni, sicuramente durante la settimana prossima: i familiari delle tre vittime colpite dalla sentenza choc si incontreranno con i propri legali per sancire ufficialmente la decisione – già anticipata informalmente, anche pubblicamente – di voler fare ricorso in appello contro il pronunciamento della giudice Croci, avviando le prime valutazioni sulla strategia da mettere in campo.
LA PROTESTA IN PIAZZA
Domenica 23 ottobre, invece, parlerà di nuovo la piazza. E lo farà in maniera più organizzata e massiccia rispetto al sit-in a caldo andato in scena subito dopo la diffusione della sentenza. L’appuntamento è per le ore 11 alla Villa comunale. A fissarlo, sei tra familiari di vittime del sisma e attivisti dei comitati civici: Federico e Vincenzo Vittorini, Rita Innocenzi, Alessandro Tettamanti, Giusi Pitari e Agnese Porto. Sono stati loro i primi a firmare l’adesione alla manifestazione (le firme di adesione possono essere inviate all’indirizzo mail levittimenonhannocolpa@gmail.com). «Una sentenza che offende la memoria che è stata custodita in ognuno di noi, che va letta alla luce delle responsabilità del crollo e inquadrata ponendola accanto a quella di assoluzione della commissione Grandi rischi e a quella di condanna di un imputato risultato colpevole di aver rassicurato la cittadinanza», scrivono i sei, continuando: «Dalla rabbia che generano queste correlazioni e nel ricordo di ciò che realmente accadde, alla volontà di rivendicare risposte, dalla consapevolezza che non resteremo in silenzio, nasce la scelta di promuovere una manifestazione». Poi l’appello: «Ai parlamentari neo-eletti chiediamo di attivarsi in rappresentanza del nostro territorio presentando interrogazioni tese a far luce su quanto accaduto».
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