Giammaria si fa promotore per una statua a Teofilo Patini

15 Agosto 2018

L’AQUILA. Si sta costituendo un Comitato per ridare vita alla statua di Teofilo Patini, il grande pittore vissuto tra la fine dell’800 e i primi del ’900, nato a Castel di Sangro. Prima della guerra...

L’AQUILA. Si sta costituendo un Comitato per ridare vita alla statua di Teofilo Patini, il grande pittore vissuto tra la fine dell’800 e i primi del ’900, nato a Castel di Sangro. Prima della guerra una statua campeggiava in mezzo alla piazza del Teatro, all’Aquila. Ma poi è stata fusa per costruire cannoni. Ora Umberto Giammaria sta costituendo un Comitato per riforgiare una statua di Patini e ricollocarla in un punto importante del capoluogo di regione. In un scritto, in versi, Giammaria ha voluto ripercorrere la vita aquilana del pittore, autore del famoso dipinto “Bestie da soma”.
«Il primo miglio, un ciclo intero. Entri nell’ Emiciclo: lì, invero, ti abbracciano due portici, eleganti, con stile, con bellezza, con la storia, in mezzo al parco dei Caduti, avanti. «E di lato, in sublime ascesi, c’è il Gran Sasso Institute di Marica Branchesi: che bella resilienza con la Scienza; ti senti cacciatore di neutrini, e il messaggio arriva anche ai bambini, che, sembra, stian giocando all’altro lato, in gran silenzio verso un futuro non più ingrato, se ad accoglierli c’è anche il nostro pastore porporato».
«Stan tornando in tanti, insieme ai loro cari, dall’altro parco dove l’Eremita ci forgiò nei secoli la vita, con tanti prati verdi e i marmi rosa, in cielo è Celestino e qui nella sua casa. «La Pompei di Federico sembra lontana se Arte, Fede e Scienza ci indicano ancor la via che oggi riparte dal nuovo Emiciclo, reggia di... Democrazia».
«Invero, l’Emiciclo poggia sul convento antico: e questo, non per vanagloria, accresce la cultura e la memoria, che è forte come roccia e ancora dura col simbolo di antichi libri e delle antiche mura, con la grande aula e con la biblioteca c’è laggiù il giardino sempre verde, a simboleggiare la nostra passione, che non si perde. Non poteva non esserci tanta gente a festeggiar con le Arti la storia rinascente, a guardare al futuro ed al presente tenendo viva la nostra resilienza con l’Arte, con la Fede e con la Scienza. Si avvertiva tra la folla la presenza di Patini il gran pittore che, nell’Emiciclo, ieri, fece una Casa per compenetrare l’Arte nei Mestieri. E oggi resta ancora nell’oblio il suo monumento, squagliato e usato per farci un cannone. Ma oggi è anche l’ora per una bella azione: per L’Aquila rinascente è un segno incoraggiante preparare per Patini la resurrezione: ognuno può, con una sottoscrizione cancellare quel gravame che ci offende ancora impunemente, rimettendo il Pittore nella piazza, a incoraggiare la sua gente. “Bestie da soma” ognor ci viene in mente: una scena efficace e convincente, un’immagine che smuove i sentimenti molto struggente e impressionante quella gestante che, di sé incurante, con il fardello della legna, dalla montagna scende, simbolo di vita e di fatica con la schiena dritta e con l’orgoglio delle donne sabine, quelle del Ratto, dà un effetto scuotente e resiliente a tutta quella gente che dopo 10 anni deve ancora serrare i denti e strizzar la mente».