Gianotti lascia la Valle Subequana

11 Gennaio 2015

La Spirale della memoria: appello per riaprire le Gole di Celano

di Luca Gianotti

A Castelvecchio Subequo è rimasta una baracca di legno del 1915. Nascosta in un fosso all’ingresso del paese, posta su una base di cemento armato, entrarci è una emozione, in questa che sembra una stalla visse una famiglia proteggendosi dalle intemperie. La nona tappa della Spirale della memoria vede la partecipazione di 25 camminatori: oltre al sottoscritto, si uniscono da Roma il gruppo Movimento Tellurico, da Avezzano l’associazione Ethnobrain e il Cai di Celano. A Forca Caruso ci raduniamo ed entriamo di nuovo nella Marsica. Camminiamo tra le pale eoliche per un paio d’ore, passiamo da Fonte Cituro e arriviamo ad Aielli. . Sara Stati mi racconta che a trent’anni ha deciso di tornare ad Avezzano da Roma, e dedicarsi ad attività da fare con passione. Con gli amici Stefano e Lorenzo ha costituito Ethnobrain, e ha dato vita a un progetto lavorativo, un portale di emporio sostenibile, dove vendono on line in tutta Italia prodotti alimentari di qualità, biologici, provenienti dalla Marsica. Ad Aielli ci viene incontro Mario Palerma e ci mostra il paese in relazione al terremoto del 1915, la parte del paese posta a ovest crollò completamente facendo più di 200 vittime. Molti sopravvissuti piuttosto che vivere in miseria nelle baracche emigrarono in America e in Canada. Riprendiamo il cammino, e il sentiero ci porta all’ingresso delle Gole di Celano, una delle gole più belle d'Italia. Ma sono chiuse da cinque anni! Chiedo ai celanesi presenti come sia possibile. Accadde che dopo il terremoto dell’Aquila del 2009 si temeva la caduta di grossi massi, fu emessa una ordinanza di chiusura, poi nessuno pare voglia prendersi la responsabilità di riaprirle. E così il turismo del territorio sta perdendo una delle sue attrazioni principali. A Celano siamo ospiti nell’agriturismo “Il miele e le stelle” di Vittoriano Ciaccia e famiglia. Ciaccia mi racconta che stanno lavorando per aprire un Presidio Slow Food di questi ottimi mieli marsicani.

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