Giorgetti lancia la Lega e Alemanno fa il tifo

16 Febbraio 2018

L’AQUILA. Giancarlo Giorgetti, vice segretario della Lega di Matteo Salvini, ha partecipato ieri sera all'Aquila alla presentazione dei candidati della Lega, inserita nella coalizione di centrodestra,...

L’AQUILA. Giancarlo Giorgetti, vice segretario della Lega di Matteo Salvini, ha partecipato ieri sera all'Aquila alla presentazione dei candidati della Lega, inserita nella coalizione di centrodestra, alle politiche del 4 marzo. All’incontro, che si è svolto nella sede elettorale delle Lega, in corso Vittorio Emanuele, hanno partecipato i candidati al plurinominale del collegio L’Aquila-Teramo, l’aquilano Luigi D’Eramo e il coordinatore regionale Giuseppe Bellachioma, il candidato al senato Alberto Bagnai e la candidata all'uninominale al collegio L'Aquila Teramo Lucrezia Rasicci.
A fare gli onori di casa l'assessore comunale Emanuele Imprudente, che ha ringraziato per la presenza tra il pubblico dell'ex sindaco di Roma, Gianni Alemanno. «Un amico che come sindaco di Roma ci ha dato un grande aiuto ai tempi del terremoto», ha ricordato Imprudente, «così come Giorgetti, in quel periodo presidente della Commissione bilancio. Ed è anche grazie a lui se all'Aquila sono arrivati soldi veri».
«Stiamo girando in Abruzzo anche per dare voce a lavoratori e lavoratrici sfruttate», ha detto Giorgetti, «come alcune lavoratrici delle cooperative. La Lega è qui per dare risposta a questa terra. Le idee della Lega sono diventate patrimonio comune del centrodestra. Abbiamo contaminato attivamente il programma elettorale del centrodestra con il tema dell'immigrazione, la critica all'Europa, la necessità di porre attenzione al lavoro vero e non al lavoro assistito attraverso una nuova fiscalità. Manca solo la ciliegina sulla torta, che il centrodestra vinca e Salvini e la Lega siano il primo partito. Dovremo aspettare il 6 marzo, perché con questa legge elettorale ci vorranno 48 ore per tirare le somme. Ma vedrete che la Lega in Abruzzo avrà grandi soddisfazioni. E gli toccherà lavorare sodo, perché nella Lega non si va in Parlamento per scaldare la sedia», ha concluso, rivolto a D’Eramo.(r.p.)
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