Giovane autistico resta senza cure

1 Febbraio 2023

Sette mesi dopo l’ordinanza del giudice, un 17enne non può iniziare le terapie

SULMONA. A sette mesi dalla decisione del tribunale di Sulmona di intimare alla Asl Avezzano Sulmona L’Aquila la presa in carico del paziente, Claudio, giovane di 17 anni, è ancora senza terapia. La denuncia arriva dalla onlus Autismo Abruzzo che torna a fare luce sul caso. Lo scorso 15 settembre, il giudice Alessandra De Marco ha ordinato all’azienda sanitaria di erogare, nei confronti del giovane, «un intervento riabilitativo globale e intensivo di tipo psicoeducativo specifico per l’autismo», con la mediazione di un educatore. Provvedimento ancora non recepito dalla Asl: «La notifica della decisione del giudice, un ulteriore sollecito da parte del nostro legale Giovanni Legnini e alcune telefonate, non sono state finora ascoltate per assicurare il diritto alle cure a questo ragazzo», spiega Autismo Abruzzo. Claudio è seguito da un operatore specializzato ed è la madre a sostenere le spese. Secondo la onlus, «la madre ritiene necessario proseguire con lo stesso professionista, collaboratore di un centro convenzionato con la Asl», per un’attività ritenuta «fondamentale» per il ragazzo «per l’inserimento nella comunità e nelle routine quotidiane».
«Abbiamo chiesto un incontro al direttore generale Ferdinando Romano, ma per ora nessuna risposta», fa sapere l’associazione. «Siamo riusciti a parlare con il direttore sanitario Alfonso Mascitelli che, seppur a conoscenza della situazione, ci ha riferito di difficoltà circa l’aumento di budget necessario al percorso riabilitativo oggetto dell’ordinanza. L’azienda convenzionata indicata dalla madre di Claudio», conclude Autismo Abruzzo, «non ha budget e un eventuale aumento metterebbe la Asl sotto osservazione da parte della Corte dei Conti». Il setting “Compagno adulto” prescritto il 27 maggio 2019 è ancora un sogno per il ragazzo. All’atto della valutazione Claudio non aveva ancora compiuto 14 anni. Oggi il giovane ha già compiuto 17 anni e, per la onlus, «ha perso oltre 3 anni della sua vita dietro alla “burofollia” e alla incapacità organizzativa della Asl». (l.p.)
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