Giovanni XXIII, altra perizia choc «Carenze su materiali e armatura»

8 Novembre 2016

Ecco la relazione commissionata dal Comune: le elementari costruite nel 1966 ospitano 250 bimbi Il dirigente Di Stefano: «Rispettiamo i parametri per l’apertura e il certificato di collaudo è a norma»

AVEZZANO. La relazione è del 30 novembre 2011, porta la firma dell’ingegnere Antonio Felice Spera e preoccupa non poco i genitori di circa 250 alunni. Un voluminoso fascicolo in possesso del Centro, saltato fuori dai cassetti del municipio dopo le scosse delle ultime settimane, che riguarda le condizioni della scuola elementare “Giovanni XXIII” di via Nicola Di Lorenzo (ex via delle Industrie).

Una scuola a prova di terremoto? È quanto si domandano le famiglie dei bambini e gli insegnanti che lavorano nella struttura.

L’edificio è stato realizzato nel 1966. Si tratta di un fabbricato in cemento armato con tamponature in muratura di blocchi in laterizio, i solai sono in latero cemento con travetti e interposti laterizi.

Nella relazione vengono evidenziate carenze strutturali. «Le proprietà intrinseche dei singoli elementi strutturali, così come evidenziato dagli esiti delle prove e dai saggi svolti» emerge nel documento commissionato dal Comune «evidenziano notevoli carenze di materiale che condizionano la resistenza e la duttilità delle sezioni necessarie per fronteggiare adeguatamente gli effetti delle azioni sismiche».

E ancora: «L’analisi effettuata secondo le attuali norme Ntc 2008 fa emergere l’elevata vulnerabilità della struttura nei confronti dell’azione del terremoto di progetto con valore di rischio sismico elevati sia nei confronti di meccanismi duttili che fragili. Le armature degli elementi strutturali risultano non adeguate a quanto necessario con particolare riferimento alle staffe di assorbimento del taglio, il passo è eccessivo e non regolare nelle sezioni. I telai presentano armature e quindi inerzia maggiore sul lato dei telai corti (parte trasversale), con assenza di ferri di parete e quindi scarsamente armate sul lato longitudinale di entrambi i corpi di fabbrica; infatti dai calcoli si evidenziano maggiormente carenze su tale direzione».

La relazione conclude evidenziando che servirebbero 1.271.286,50 euro per interventi strutturali al fine del miglioramento sismico della “Giovanni XXIII”. Una relazione che allarma i genitori, ma non il Comune.

Secondo l’ingegnere Francesco Di Stefano, dirigente del settore opere pubbliche, non ci sono i presupposti per chiudere la scuola elementare. «L’edificio è assolutamente sicuro, perché mai nessuno si sarebbe sognato di mandare i bimbi in questa scuola o in altri senza avere una simile certezza», afferma Di Stefano, «è ovvio che nessuna struttura costruita nel passato può rispondere alle attuali normative, ma questa è la scoperta dell’acqua calda. La normativa attualmente in vigore è molto più restrittiva rispetto alle precedenti. Sia la Protezione civile che la Regione hanno emanato delle circolari per disporre delle verifiche ed è normale che sono usciti dei risultati fra virgolette negativi. La scuola Giovanni XXIII ha un certificato di collaudo normalissimo e rispetta tutti i parametri per garantire l’apertura. Faccio un esempio: sotto alla fondazione della Vivenza, dove si è ricostruita un’ala, sono stati utilizzati ferri da 22 e addirittura da 24 e tutto ciò per la prima volta ad Avezzano. Non dimentichiamo che il terremoto dell’Aquila, in edifici come quello di via Di Lorenzo, non ha causato neppure una minima lesione. Il fine iniziale delle verifiche era quello di indicare quali dovevano essere le somme necessarie per un adeguamento. Detto ciò, il Comune è al lavoro anche per il futuro edificio della Giovanni XXIII, per il quale è stato individuato già il finanziamento nel programma triennale delle opere pubbliche. La struttura dovrebbe nascere o in fondo a via delle Industrie, non distante dall’attuale posizione, o di fronte alla caserma della polizia locale a Borgo Pineta».

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