Gira incappucciato per intimorire i vicini

Il pm vuole processare un 46enne il quale, commettendo atti osceni, obbligava i residenti ad abbassare le serrande
L’AQUILA. Girava incappucciato davanti all’abitazione di una coppia anche calandosi i pantaloni alla loro vista e facendo anche di peggio. Secondo la Procura della Repubblica dell’Aquila non si tratta di semplici molestie o atti osceni, reati contravvenzionali, ma di atti persecutori.
Questo, probabilmente, perché la parte civile è stata obbligata a tirare giù più volte le serrande per non vederlo cambiando, di fatto, le proprie abitudini a causa di un comportamento adatto «a causare un perdurante e grave stato di ansia o di paura generando un fondato timore per l’incolumità propria o di un congiunto».
Anche perché nel contesto figurano anche delle persone minorenni. Per questa ragione la Procura ha chiesto il rinvio a giudizio per un 46 enne di Scoppito, D.M. (vengono riportate le iniziali per tutelare, appunto, le parti lese), il quale, se colpevole, rischia una condanna fino a cinque anni di reclusione.
Il sospettato, pertanto, è accusato di aver più volte circolato incappucciato nei pressi dell’abitazione dei vicini camminando in aderenza al muro della casa.
Poi, sempre secondo le accuse, guidando un camioncino carico di inerti, avrebbe incrociato la macchina con a bordo i suoi “nemici”, a scopo intimidatorio, avrebbe fatto una manovra pericolosa sterzando verso di loro con il rischio di causare uno schianto.
Poi, allo scopo di richiamare l’attenzione delle parti lese, avrebbe lasciato acceso, sotto la loro abitazione, un tagliaerba rumoroso con l’intento di farli affacciare e mostrare loro le natiche.
Tra le molteplici contestazioni mosse dal pm anche una minaccia di morte, evidentemente assorbita nel capo di imputazione principale. Li avrebbe minacciati di non toccare le sue piante anche poste vicino alle loro proprietà anche qualora, non essendo state potate, avessero invaso le loro proprietà.
Poi, ovviamente, c’è stata la denuncia della parte lesa che ha anche prodotto delle fotografie che lo immortalano, in modo inequivocabile, nelle vicinanze della loro abitazione.
Quanto basta, dunque, per indurre il sostituto procuratore Fabio Picuti a chiedere al giudice per le udienze preliminari di mandare il sospettato sotto processo.
Nel corso del procedimento penale, che andrà riunito a un altro, la parte civile è rappresentata dall’avvocato Emilio Bafile. Le indagini, infine, sono state fatte dai carabinieri.
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