Giudice di pace nel degrado e fascicoli abbandonati

30 Luglio 2015

PRATOLA PELIGNA. Scade in mattinata la possibilità di chiedere la riapertura della sede del giudice di pace a Pratola Peligna. Lo spiraglio per riottenere l’ufficio è contenuto nel decreto...

PRATOLA PELIGNA. Scade in mattinata la possibilità di chiedere la riapertura della sede del giudice di pace a Pratola Peligna. Lo spiraglio per riottenere l’ufficio è contenuto nel decreto governativo Milleproroghe, ma a destare preoccupazione, oltre ai tempi stretti, anche le condizioni dell’ex sede di via Circonvallazione occidentale. «All’interno della sede», afferma Aldo Di Bacco di Nuova Pratola, «sono stati lasciati incustoditi i fascicoli contenenti anni di cause. E all’esterno dell’area è pieno di erbacce, segno di una definitivo abbandono della zona. Credo che sia necessario rimuovere i fascicoli e metterli quanto meno in una zona custodita e risistemare l’area, ma dispiace constatare l’assenza delle istituzioni locali».

Non è la prima volta che la ex sede del giudice di pace finisce al centro di polemiche, iniziate dalle prime indiscrezioni sulla sua chiusura. In particolare, in passato, era stata fatta una richiesta di compartecipazione economica a tutti gli altri comuni per sostenere le spese e quindi far rimanere la sede in via Circonvallazione occidentale, ma il tentativo non andò a buon fine. Attualmente la sede del giudice di pace si trova a Sulmona.

La procura mandamentale di Pratola Peligna, poi trasformata in giudice di pace, era stata concessa nel 1811 dal Re Gioacchino Murat. Il mandamento comprendeva Pratola, Raiano, Vittorito, Roccacasale e Corfinio. Lo scorso anno la sede di Pratola, al pari di altre, è stata chiusa. (f.c.)

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