«Giustizia per Sara Sforza» Vittime della strada in aula

15 Luglio 2020

AIELLI. Dovrà comparire oggi davanti al giudice del tribunale di Avezzano Jarrar Ayoub, il marocchino di 25 anni accusato di omicidio stradale e lesioni stradali gravissime per l’incidente che, il 2...

AIELLI. Dovrà comparire oggi davanti al giudice del tribunale di Avezzano Jarrar Ayoub, il marocchino di 25 anni accusato di omicidio stradale e lesioni stradali gravissime per l’incidente che, il 2 gennaio scorso, causò la morte della 23enne Sara Sforza, di Aielli, e il ferimento del fidanzato Alessio Vergari (32), anche lui di Aielli. Il pm Andrea Padalino, titolare dell’inchiesta, ha chiesto il giudizio immediato. Il gip Maria Proia dovrà però decidere sull’istanza presentata dal legale difensore dell’extracomunitario, l’avvocato Leonardo Casciere, che punta al rito abbreviato condizionato dalla ricostruzione della dinamica, al fine di arrivare a uno sconto di pena. Il rito verrà stabilito nel corso della camera di consiglio fissata per questa mattina. L’abbreviato prevede la riduzione della pena di un terzo, ma in caso di concorso di colpa, dovuto al condizionato, ci sarebbe un ulteriore sconto. «Con il condizionato si tenta una forzatura visto che siamo di fronte ad un sinistro con testimoni oculari e per il quale l’indagato ha già ammesso le proprie colpe in sede di interrogatorio», dichiara l’avvocato Lucio Cotturone, difensore di Alessio Vergari, che si costituirà parte civile nel processo, «non si comprende che colpa abbia la povera Sara visto che l’indagato aveva oltrepassato la linea continua e guidava sotto l’effetto dell’alcol. Senza dimenticare che giorni prima aveva forzato un posto di blocco e al momento dello scontro con lui viaggiava un ricercato. Sulla scorta delle indagini ci sono elementi schiaccianti che conseguono verso l’esclusiva responsabilità dell’imputato. Ma in caso di accoglimento, mi opporrò alla richiesta del rito abbreviato condizionato». Inoltre Jarrar era in possesso di una patente di guida marocchina, che gli era stata ritirata dalla polizia il 22 dicembre. Elemento quest’ultimo che va ad aggiungersi a tutta una serie di aggravanti, tra cui l’alta velocità e la guida in stato di ebbrezza. Il processo a Jarrar Ayuob potrebbe riservare dei colpi di scena. Un gruppo di associazioni vicine alle famiglie di vittime della strada si è detto pronto a costituirsi parte civile invocando «giustizia per Sara Sforza».
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