Gli alpini dell’Aquila guidano la missione della Nato in Kosovo

L’obiettivo: favorire il dialogo con la Serbia voluto dalla Ue E presidiano la più antica chiesa medievale dei Balcani
L’AQUILA. Sono partiti poco più di un mese fa dall’Aquila in direzione Belo Polje, a pochi chilometri da Pec, nel Kosovo occidentale, per prendere parte a una delle più importanti e impegnative missioni della Nato attualmente in corso. Spetta agli alpini abruzzesi del 9° reggimento, di stanza all’Aquila, il compito di sorvegliare l’intera area ovest del Paese, in una fase delicata viste le continue tensioni nei rapporti con la vicina Serbia.
sicurezza nel paese
Le penne nere aquilane, sotto il comando del colonnello Mario Bozzi, abruzzese originario di Guardiagrele, dovranno inoltre garantire la sicurezza del Monastero di Decane, la più grande chiesa medievale dei Balcani contenente l’affresco di origini bizantine meglio conservato ad oggi. Il sito, inoltre, è patrimonio dell’Unesco dal 2004. Gli alpini hanno assunto la guida del Regional Command West, avvicendando il Piemonte Cavalleria, nell’ambito dell’Operazione Joint Enterprise, alla quale partecipano 28 Paesi, di cui 20 appartenenti alla Nato più 8 partner. L’impegno complessivo di forze ammonta a circa 3.800 unità. Gli alpini abruzzesi dovranno garantire sicurezza, stabilità e libertà di movimento nel proprio settore di operazione, secondo quanto previsto dalla risoluzione 1244 delle Nazioni Unite del 1999, favorendo in tal modo (questo l’obiettivo) il processo di dialogo tra Serbia e Kosovo promosso dall’Unione Europea.
Addestramento
Le penne nere d’Abruzzo, appartenenti alla Brigata Alpina Taurinense, hanno concluso l’addestramento specifico nello scorso mese di dicembre e hanno raggiunto il 17 gennaio il teatro operativo kosovaro, riportando la loro bandiera di guerra nella terra dei Balcani. La preparazione degli alpini del 9° Reggimento è iniziata da settembre, quando sono stati impiegati a Civitavecchia (in provincia di Roma) nell’esercitazione Orione 2/2022, tesa alla validazione dello staff italiano che compone il Regional Command West. Successivamente, gli alpini hanno partecipato all’esercitazione multinazionale KFOR31, svolta in Germania, basata proprio sullo scenario kosovaro. Nel mese di ottobre e novembre, inoltre, la componente operativa ha ottenuto la validazione a seguito delle esercitazioni pluriarma Scorpione 4/2022 e Laran 2022, a cui hanno partecipato anche altri assetti appartenenti alla Brigata Alpina Taurinense.
l’attività
L’ultima esercitazione svolta in Kosovo risale invece alla scorsa settimana, nel territorio di Boge, Rugova Valley, che si trova all’estremità nord ovest del Paese. L’attività ha visto gli alpini addestrarsi al movimento in montagna su terreno innevato in completa autonomia logistica, insieme al personale croato, nord macedone e albanese. Il tutto si è svolto su un itinerario completamente innevato, partendo da un altitudine di 1.300 metri fino a raggiungere quota 1.650 metri. L’attività è stata pianificata con lo scopo di addestrarsi al movimento in ambiente montano, ma soprattutto di accrescere la sinergia ed incrementare lo spirito di amalgama tra i contingenti di diverse nazioni. Questi ultimi aspetti sono fondamentali per cooperare efficacemente a livello internazionale.
donazioni
Le penne nere aquilane sono state protagoniste anche di gesti solidali a favore delle comunità kosovare. Risale ai giorni scorsi la donazione di materiale informatico alla scuola di Gornja Bitnja, che fa parte della municipalità di Strpce. Il colonnello Mario Bozzi, insieme alla Cellula di cooperazione civile e militare del contingente multinazionale, ha partecipato alla cerimonia di consegna che si è tenuta nell’istituto scolastico insieme alle autorità locali e ai rappresentanti di tutti gli istituti educativi presenti nella municipalità kosovara.
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