Gli ambientalisti: stop alla centrale turbogas

I comitati: «La relazione del Comune non scioglie i dubbi sulla regolarità delle autorizzazioni»
SULMONA. «La relazione preparata dal Comune non scioglie i dubbi sulla regolarità delle procedure che hanno portato all’autorizzazione della centrale turbogas della Metanenergia nell’area industriale di Sulmona». Lo affermano i comitati cittadini che invitano gli attuali amministratori ad adottare i necessari provvedimenti per impedire la realizzazione della centrale. «Ci si aspettava di avere informazioni utili sulla regolarità o meno della procedura e sulle criticità dell’impianto, ma nulla di tutto ciò è emerso dal rapporto del settore di cui sopra. È proprio il caso di dire che la montagna ha partorito il topolino», affermano i componenti del comitato per l’ambiente. «La relazione, infatti, ricostruendo i vari passaggi di subentro delle società che si sono alternate dal 1992 ad oggi, è soltanto un asettico elenco di fatti e date, ma con alcune significative lacune che non aiutano a capire come sono andate le cose». Per i comitati mancherebbe ogni riferimento al comportamento del Comune: nella relazione non ci sarebbe nessuna traccia del fatto che l’amministrazione comunale, benché invitata più volte alle Conferenze di servizio indette sia dalla Provincia che dalla Regione, non si sia mai presentata. Il tutto senza mai giustificare la propria assenza. «La latitanza del Comune, del quale continuano ad essere taciute le responsabilità», incalzano gli ambientalisti, «ha inficiato il procedimento autorizzativo non consentendo ad organi istituzionali, come la Asl, e ad espressioni della società civile, come i medici e le associazioni cittadine, di formulare le proprie osservazioni al riguardo impedendo, così, il coinvolgimento del pubblico per la tutela dei diritti della nostra comunità». Un ulteriore punto sul quale il Comune dovrebbe fare chiarezza è quello delle distanze di sicurezza della centrale. «Essa è collocata a poche decine di metri da edifici commerciali frequentati quotidianamente da centinaia di persone», aggiungono i comitati cittadini. La presenza di un impianto del genere è compatibile in quel contesto? In caso di incidente è assicurata l’incolumità pubblica? Le vigenti norme sulla sicurezza sono pienamente rispettate?», chiede il comitato. «Auspichiamo che venga portata in consiglio comunale la proposta di risoluzione del consigliere Maurizio Proietti», concludono gli ambientalisti, «per impedire questo ennesimo sopruso».
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