Gli ambulanti abbandonano il mercato

Mercoledì meno di venti bancarelle in piazza Garibaldi, gli operatori sollecitano misure anticrisi e il nuovo regolamento
SULMONA. Meno di venti bancarelle al mercato di mercoledì. È in caduta libera il comparto ambulante, da sempre sofferente nei periodi invernali e dei saldi nei negozi. Dopo il maltempo del gennaio scorso, quando la neve aveva imposto lo stop all’appuntamento bisettimanale con pochi ambulanti tornati in piazza dopo la pulizia, l’attività del mercato fatica a riprendersi. «Prima si veniva al mercato anche senza la necessità di comprare, ma qualcosa si prendeva sempre», fanno notare gli ambulanti storici Marco Bighencomer, Franco Liberatore e Sabino Presutti, «ora si vede sempre meno gente». Da qui l’esigenza di fare squadra, come ha fatto Franco Liberatore, una vita spesa tra bancarelle e piazze, entrato a far parte dell’Anva, l’associazione che riunisce gli ambulanti, di cui ora è vicepresidente. «Un tempo, dopo una giornata di mercato tornavi a casa con un ricavo che poteva dare serenità all’impresa e alla famiglia», spiega. «Oggi, togliendo dal ricavato di una giornata di mercato quanto hai dovuto pagare di tasse, si va subito in negativo». Negli ultimi tempi il mercato del mercoledì (soprattutto) e quello del sabato sono sempre meno affollati, con i posti lasciati liberi (circa 70) che sono ormai più di quelli occupati. Un calo quasi fisiologico nei mesi di gennaio e febbraio per i saldi nei negozi e il clima spesso impietoso, che però si protrae ormai fino ad aprile. Ora sono scesi a 90 i titolari di postazione fissa al mercato cittadino, dove sono quasi dimezzati i banchi, rispetto ai tradizionali 160 del passato. Ma gli ambulanti sono pronti a ripartire dalla ristrutturazione del mercato, col nuovo regolamento che dovrà accogliere le loro richieste. Tra le proposte spiccano la lotta all’abusivismo e agli spuntisti (che non hanno posto fisso), il lancio dei prodotti a chilometro zero e la connessione wireless. Questa, dunque, la rivoluzione 2.0 del mercato, avallata dalla maggioranza degli addetti ai lavori, fra cui ambulanti storici come Tonino Caputo, Vincenzo Amicarella, Paolo Masciosci, Fabrizio Scuderi, Antonio Lombardi, Antonio Angelone, Mario Pizzola, Antonio Vitali, Sabino Presutti e Gianluca Bighencomer. Da qui la richiesta di una riorganizzazione che trova anche il sostegnodella Confesercenti con Pietro Leonarduzzi e Angelo Pellegrino. Il nuovo regolamento – stando alle rassicurazioni dell’assessore al Commercio Cristian La Civita – è pronto e sarà presto al vaglio della giunta. Il mercato vanta703 anni di storia, classificandosi tra quelli più antichi. Solo nel 1875 venne istituito anche il secondo giorno (mercoledì) di vendita al pubblico.
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