Gli amici dello studente: «Un destino crudele»

Tantissimi i messaggi di cordoglio e di vicinanza ai parenti dell’universitario Il consigliere comunale Serpetti: «Proviamo un dolore grande e incontenibile»
L’AQUILA. Siamo attoniti. La notizia della morte di Tiberio Giorgi ci ha profondamente colpito». E ancora: «Queste tragedie non dovrebbero mai accadere».
Sono alcuni dei commenti sulla tragica scomparsa del 22enne di Arischia investito l’altra sera sulla statale 80.
A dare voce alla tristezza di un intero territorio che conosceva e apprezzava il giovane sono migliaia di persone sui profili social.
«Sono giorni di grande tristezza per tutta la comunità di Arischia che si stringe con un forte abbraccio alla famiglia di Tiberio», afferma il consigliere comunale Elia Serpetti. «Un ragazzo buono che tutte le sere aveva l’abitudine di fare la sua camminata in mezzo alla natura. Il destino gli è stato fatale. Queste tragedie non dovrebbero mai accadere perché lasciano un vuoto incolmabile in tutti noi. Tiberio, come ogni ragazzo della sua età», aggiunge Serpetti, «aveva tanti sogni e tante ambizioni che oggi s’infrangono su un muro invalicabile, un muro che oggi deve contenere anche quelle parole che vorrebbero uscire scomposte. Domani parleremo della sicurezza stradale e di come non si possa più perdere tempo su questo fronte, oggi ci stringiamo intorno alla famiglia e ai genitori costretti a sopportare un dolore così grande, incontenibile».
Migliaia i commenti sui siti che riportavano la notizia della tragica fine del giovane, arrivata l’altra notte dopo un drammatico susseguirsi di informazioni altalenanti.
Prima la notizia dell’investimento di un ragazzo in bicicletta, poi le condizioni gravissime dopo il ricovero d’urgenza, inframmezzate dalle notizie che davano qualche flebile speranza, flash che circolavano nella frazione di Arischia e che col passare del tempo diventavano sempre meno rassicuranti.
Su Internet, qualcuno chiamava Tiberio già “dottore”, e in tanti sono lì a puntare il dito contro la “sfortuna”.
Un incidente dalla dinamica assurda, che non ci sarebbe stato se Tiberio fosse arrivato sulla statale 80 due secondi prima o due secondi dopo il passaggio dell’Alfa 156 che lo ha investito. Sfortuna, destino, ma ad Arischia molti mettono in evidenza il problema della sicurezza di una strada che, specialmente nelle giornate festive, diventa meta di molti motociclisti.
E, a volte, per qualcuno la voglia della “sparata” a tutto gas è incontenibile. Il rischio a cui vanno incontro gli utenti di quella statale, che attraversa un territorio molto suggestivo, è testimoniato dalle tante targhe che ricordano persone che hanno perso la vita nel corso degli anni, lungo le curve che portano al Passo delle Capannelle.
E insieme alle lapidi, in numerose curve l’asfalto rinnovato di recente porta i segni delle scivolate, fortunatamente senza gravi conseguenze.
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