Gli amici di Furio: lo cercavamo da mesi

26 Aprile 2020

Gli abitanti di Roccacerro: «Ci siamo sempre impegnati per trovarlo e ci siamo mobilitati anche a Roma e in Trentino»

TAGLIACOZZO. «Abbiamo sempre cercato Furio e abbiamo continuato a preoccuparci delle sue sorti per tutto questo tempo, senza perdere mai le speranze. Non ci siamo mai arresi e abbiamo fatto delle ricerche anche a Roma». Lo raccontano i ragazzi gli abitanti di Roccacerro riguardo all’incredibile storia di Furio Lescarini, il 61enne romano ritrovato senza vita nella sua casa di montagna dopo circa un anno dalla scomparsa. Per anni era stato maestro di sci sulle piste del Terminillo e al Nord, da Folgarida a Madonna di Campiglio, ma era residente nel Comune di Tagliacozzo. È morto probabilmente per un malore e saranno gli accertamenti medico legali a chiarire le cause. Nel frattempo, però, gli abitanti della frazione di Roccacerro non ci stanno al fatto che possa passare un messaggio sbagliato. Lui era lì a pochi passi dalle altre abitazioni, ma nessuno lo sapeva nonostante le ricerche, nonostante le continue visite fuori dalla sua abitazione. E non solo in Abruzzo veniva cercato e Roma, ma anche in Trentino dove non era mai risalito e dove lo attendevano alcuni amici. Una serie di coincidenze e circostanze, oltre al carattere introverso del maestro di sci romano, hanno fatto il resto. Le sue abitudini da “lupo solitario” e i suoi spostamenti senza che venissero comunicati ad altre persone, hanno reso le ricerche difficili e le ipotesi sulla sua scomparsa altrettanto variegate. Certo è che i residenti vogliono che emerga che non è stato mai abbandonato né dimenticato. «L’ho visto a maggio l’ultima volta», racconta Carolina Ronchetti, una giovane che continua ad essere molto legata alle sue radici, «e non l’abbiamo mai dimenticato. Lo abbiamo cercato ovunque senza sapere che lui fosse in paese, già morto. Questo ci ha devastati tutti. Io e la mia amica Marianna lo abbiamo visto a maggio e lui ci ha salutato come sempre dicendoci che aveva preso una camera d’albergo a Tagliacozzo per 2 o 3 giorni e che poi sarebbe ripartito. Altre volte scendeva e non si faceva vedere da nessuno. Ci hanno chiamato anche dal Trentino», racconta la giovane, «rintracciandoci perché lui parlava sempre loro di Roccacerro. Tante volte siamo andati davanti a casa sua e in autonomia abbiamo cercato di ricostruire i suoi movimenti. Qualcuno aveva anche ipotizzato che potesse aver iniziato a fare il clochard dopo la morte della madre. Un nostro amico che fa il carabiniere a Roma e che è originario del paese ha anche presentato una denuncia e abbiamo cominciato a cercarlo in tutte le Caritas, ma non era censito. Abbiamo sempre continuato a sperare e a cercare così come hanno fatto anche nel Nord Italia. Resterà sempre nel cuore di ognuno di noi». I ragazzi e i residenti del paese si sono anche offerti, qualora ce ne fosse la necessità, di contribuire alle spese per il funerale che si terrà in forma privata come stabilito dalle norme per l’emergenza coronavirus.
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