Gli amministratori si difendono: «Nessun tentativo di estorsione»

23 Settembre 2022

Sindaco Iarussi, vicesindaco Ciampaglia e avvocato Liberatore interrogati per quattro ore e mezza All’incontro con i tre napoletani ci sarebbero stati anche consiglieri comunali. Via al ricorso al Riesame

RIVISONDOLI. Quattro ore e mezza di interrogatorio in cui il gip Marta Sarnelli ha messo sotto torchio gli amministratori comunali di Rivisondoli e il legale del municipio, accusati di tentata estorsione nei confronti di tre napoletani. Ieri nel tribunale di Sulmona si è svolto l’interrogatorio di garanzia che ha visto sfilare davanti al giudice il sindaco Giancarlo Iarussi, il vicesindaco Roberto Ciampaglia e l’avvocato Tania Liberatore, raggiunti nei giorni scorsi dalla misura cautelare dell’obbligo di firma per aver chiesto ventimila euro per conto del Comune, relativi alle spese legali impegnate dall’Ente per resistere in giudizio contro i tre napoletani che avevano compiuto un abuso edilizio.
I tre indagati hanno risposto a tutte le domande del gip Sarnelli e del sostituto procuratore Edoardo Mariotti, titolare dell’inchiesta, spiegando di «aver agito esclusivamente per l’interesse dell’ente, ripercorrendo passaggio dopo passaggio tutti i chiarimenti richiesti, fornendo al riguardo ampia documentazione. Attendono quindi con fiducia l’ordinanza del giudice», come hanno sottolineato Mariella Iommi e Franco Zurlo, difensori del sindaco e dell’avvocato, sua moglie. «L’accusa di tentata estorsione viene confutata dalle stesse carte», avrebbero sostenuto gli indagati.
Il vicesindaco Ciampaglia avrebbe anche precisato che i denuncianti, attraverso l’intermediazione di altri soggetti, avrebbero insistentemente ricercato un incontro con l’amministrazione comunale. Gli indagati, a quel punto, li avrebbero ricevuti nell’aula consiliare per ascoltare le loro istanze. In quella occasione sarebbe stata intavolata una discussione nel corso della quale sarebbero state rappresentate le reciproche posizioni, finalizzate a una eventuale transazione e alla soluzione delle problematiche in essere da sottoporre successivamente al consiglio comunale. Nel momento in cui la discussione si sarebbe arenata, il vicesindaco sarebbe andato via. Alla riunione, in cui secondo l’accusa sarebbe stato messo in atto il tentativo di estorsione, sarebbero stati presenti non solo i tre indagati ma anche altre persone, tra cui due consiglieri comunali. «Circostanza, questa, che restituisce ai fatti la loro vera natura quella cioè di un semplice incontro di chiarimento delle reciproche posizioni», ha evidenziato il legale di Ciampaglia, l’avvocato Pietro Savastano, il quale, dopo la richiesta di revoca della misura cautelare dell’obbligo di firma avanzata dai tre indagati, ha annunciato il ricorso al Tribunale del Riesame che sarà depositato entro la giornata di lunedì. (c.l.)
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