Gli aquilani scendono in piazza per Khaled

1 Ottobre 2023

Sit-in davanti alla prefettura per l’italo-palestinese detenuto in Israele. Il caso finirà anche in consiglio

L’AQUILA. «Khaled libero» e «Palestina libera». Questi i cori intonati ieri mattina davanti al palazzo della prefettura del capoluogo abruzzese da un capannello di cittadini aquilani, che hanno risposto all’appello del comitato “Free Khaled” e sono scesi in campo, al pari di quanto accaduto in tante altre città italiane, per richiedere l’immediata liberazione di Khaled Al Qaisi, il ricercatore italo-palestinese rinchiuso nel carcere di Petah Tikwa dal 31 agosto scorso, dopo essere stato fermato da un contingente israeliano al valico di Allenby, al confine tra Giordania e Cisgiordania, durante una vacanza con moglie – lei molisana ma legata fortemente con L’Aquila – e figlio. Ammanettato sul posto e tradotto nel centro di detenzione vicino Tel Aviv, il cofondatore e traduttore del Centro di documentazione palestinese di Roma è stato già sottoposto a una serie di interrogatori senza poter essere assistito da alcun legale. Intanto, le quattro udienze che si sono susseguite nel mese di settembre si sono tutte risolte in un rinvio a giudizio. E oggi se ne terrà una quinta, al termine della quale i famigliari sperano di conoscere almeno i motivi della sua detenzione.
«Il sospetto è che sia stato tratto in arresto per la sua attività di studioso e divulgatore della cultura palestinese», ha dichiarato a margine del sit-in Liduina Cordisco, referente della sezione aquilana del comitato Free Khaled. «Sappiamo che sta bene, ma anche che non gli stiano fornendo i farmaci di cui ha bisogno per le frequenti crisi di emicrania di cui soffre». Presente al sit-in anche il consigliere comunale d’opposizione Lorenzo Rotellini che ha assicurato: «Faremo un ordine del giorno per porre la questione anche in consiglio comunale e portare il caso di Khaled fin dentro le istituzioni». (t.d.b.)
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