Gli automobilisti che si spostano devono mostrare gli scontrini

17 Marzo 2020

Nuove disposizioni varate dalla polizia locale, vanno inviate prove per giustificare le uscite da casa Fermati 300 veicoli e ispezionate 150 attività: quattro denunce, si rischiano 3 mesi di carcere

AVEZZANO. Viola il divieto di uscire per disfarsi dei rifiuti e finisce nell’elenco dei denunciati per il mancato rispetto delle restrizioni legate al coronavirus. Sono complessivamente quattro le persone pizzicate finora dalla polizia locale nel corso di centinaia di controlli disposti dal comandante, Luca Montanari, d’intesa con il commissario prefettizio, Mauro Passerotti, lungo le strade cittadine e nelle attività commerciali del centro e delle periferie. Rischiano fino a 3 mesi di carcere e una multa di 206 euro. Oltre 300 gli automobilisti sottoposti ai controlli, con obbligo aggiuntivo, disposto dal comandante Montanari, di esibire, su richiesta degli operatori, «la documentazione comprovante lo spostamento dalla propria abitazione», altrimenti scatta la denuncia. Qui, in prima battuta, sono finiti nei guai i primi due automobilisti, ma la lista si sta via via allungando visto che decine di persone dovranno consegnare le “prove” sull’effettiva necessità degli spostamenti, ovvero gli scontrini per fare le provviste di viveri, oppure i certificati per fornire l’assistenza ai congiunti malati. Niente scuse, né giustificazioni possibili, invece, per la terza persona, denunciata per la violazione del divieto governativo, con l’aggiunta di una sanzione di 600 euro per lo smaltimento abusivo dei rifiuti. La donna, V.C.A., uscita di cas,a nonostante il divieto, per disfarsi dei rifiuti in una zona fuori città, è stata vista dai residenti che hanno annotato il numero di targa dell’auto e informato le autorità. Convocata in caserma, all’ufficio tutela ambientale guidato dal capitano, Adriano Fedele, vicecomandante della polizia locale, la donna è stata denunciata e multata. Oltre agli automobilisti indisciplinati, gli agenti della polizia locale stanno passando al setaccio anche le attività commerciali in città e in periferia per verificare il rispetto delle regole che impongono la chiusura generalizzata, con l’eccezione dei servizi di prima necessità: qui, finora, è finito nei guai il titolare di un bar operante nella zona nord della città che, incurante delle regole e del pericolo di diffusione del contagio da coronavirus, aveva alzato la saracinesca. «I controlli della polizia locale e delle altre forze dell’ordine», afferma Passerotti, «sono mirati a far rispettare le regole per non vanificare gli sforzi degli addetti ai lavori per contrastare la diffusione del contagio, che nella Marsica è abbastanza contenuto. Si raccomanda di muoversi solo per assoluta necessità». Ciò che prevede il decreto del governo Conte che ha lasciato in attività i servizi di prima necessità, con in testa generi alimentari, farmacie, benzinai, tabaccai ed edicole, sospendendo fino al 25 marzo mercati, servizi di ristorazione (bar, pub, ristoranti, gelaterie, pasticcerie) nonché estetisti, barbieri e parrucchieri.
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