Gli avvocati scendono in piazza: «Salveremo il nostro tribunale»

6 Gennaio 2022

Sabato 22 prevista una manifestazione all’Aquila in occasione dell’inaugurazione dell’anno giudiziario Mobilitazione delle 280 toghe peligne. Chiamati ad aderire i colleghi di Avezzano, Lanciano e Vasto

SULMONA. Si asterranno per due giorni dalle udienze e, insieme agli avvocati degli altri tre tribunali abruzzesi che rischiano la soppressione, organizzeranno una manifestazione di protesta all’Aquila per sabato 22 gennaio. I 280 avvocati del Foro di Sulmona sono pronti a una nuova mobilitazione «per salvare il Palazzo di giustizia» (la chiusura è prevista a settembre). Dopo l’incontro con i parlamentari abruzzesi, che fino a oggi non ha dato alcun risultato, e in attesa di poter incontrare il ministro della Giustizia, Marta Cartabia, gli avvocati peligni passano all’azione diretta, come già fatto dai colleghi della Marsica.
Sulle ragioni della salvaguardia dei tribunale di Sulmona, Avezzano, Lanciano e Vasto, il consiglio dell’Ordine forense ha deciso di indire un’assemblea degli avvocati per sabato prossimo. L’assemblea dovrà discutere e decidere sulla proposta di astensione dalle udienze per le giornate del 20 e 21 gennaio prossimi.
La protesta di questo mese culminerà in una manifestazione che si terrà nel capoluogo regionale assieme agli avvocati di Avezzano, Lanciano e Vasto nella giornata di sabato 22 gennaio, in concomitanza con la cerimonia inaugurale dell’anno giudiziario. La manifestazione si terrà davanti al palazzo di giustizia dell’Aquila. Non è escluso, anzi per gli avvocati è auspicabile, che la partecipazione alla mobilitazione riguardi anche rappresentanti delle istituzioni, dai sindaci agli altri amministratori locali, fino ai parlamentari e ai consiglieri regionali.
Intanto, l’incontro con il ministro Cartabia, che sembra irremovibile dalle decisioni sui quattro tribunali abruzzesi da chiudere, sarà fondamentale. «Lo ha annunciato già due volte lo stesso presidente della Regione, Marco Marsilio, e sarebbe ora che questo incontro si tenesse», afferma il presidente dell’Ordine del Foro di Sulmona, Luca Tirabassi, «l’ascolto delle ragioni di quattro comunità, non dei soli avvocati e addetti ai lavori, risulterà momento essenziale per aprire un dialogo proficuo con il governo».
Secondo Tirabassi, ministri e sottosegretari sarebbero all’oscuro della situazione giudiziaria dell’Abruzzo e soprattutto della dislocazione dei 4 tribunali maggiori che, per il ministro Cartabia, dovrebbero rimanere in funzione, tutti dislocati nella parte nord della regione. «Si lascerebbe sguarnita di presidi di giustizia l’intera parte sud dell’Abruzzo», torna a evidenziare il presidente dell’Ordine forense peligno, «quella più a rischio di infiltrazioni malavitose, a confine con Puglia e Campania. E quella ortograficamente più complicata con collegamenti inesistenti e strade che nella stagione invernale diventano impercorribili».
©RIPRODUZIONE RISERVATA