«Gli ho dato uno schiaffo e ha sbattuto la testa»

Si difende il 34enne finito in carcere dopo la violenta aggressione a Massimiani Il giovane ancora in coma: sottoposto a un lungo intervento chirurgico
AVEZZANO. «Gli ho dato uno schiaffo e lui è caduto a terra e ha battuto la testa. È stato portato in ospedale e sono tornato a casa e vi sono rimasto tutta la notte. In tanti possono testimoniare che non sono più uscito». Maaloun Jawad, 34 anni, arrestato dalla polizia con l’accusa di aver ferito Domenico Massimiani (34), di Avezzano, ricoverato in gravissime condizioni all’ospedale di Avezzano, parla dal carcere di San Nicola e si difende sostenendo la sua innocenza. Il giovane nordafricano ha parlato ieri mattina con il suo avvocato, Carlo Lucci. Massimiani, soprannominato Pesciolino, è finito in ospedale per le ferite riportate in una colluttazione con il marocchino avvenuta nel piazzale della stazione ferroviaria di Avezzano. Poi era andato via dopo aver firmato le dimissioni. Successivamente è stato ritrovato in mezzo a un campo, denudato, e con profonde ferite alla testa che ne hanno causato il coma.
«Le lesioni», sostiene la difesa dello straniero, «non sono compatibili con la prima colluttazione e neanche con lo stato in cui le forze dell’ordine hanno ritrovato il corpo del giovane privo di sensi».
Le condizioni di Massimiani sono disperate. Il paziente è stato sottoposto a un delicato intervento neurochirurgico, ma le ferite riportate sul cranio sono molto profonde. Forse provocate con una spranga.
Il marocchino, accusato di lesioni gravissime, sarà interrogato oggi dal gip del tribunale di Avezzano nel corso dell’udienza di convalida prevista per le 11. (p.g.)
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