Gli infermieri: costretti a comprare protezioni

Proteste dall’ospedale di Avezzano: «Una vergogna». L’imprenditore Savina dona sei respiratori
AVEZZANO. Da una parte la protesta dei dipendenti senza protezioni costretti a fare una colletta per comprare guanti. Dall’altra la generosità di chi aiuta la sanità. Accade anche questo al tempo del coronavirus.
«Siamo dipendenti della Asl Avezzano L’Aquila Sulmona e volevamo denunciare sul Centro la mancanza di dispositivi di protezione nel presidio ospedaliero di Avezzano», afferma un gruppo di infermieri, «giovedì all’ospedale dell’Aquila sono arrivati guanti, mascherine e occhiali, mentre noi dipendenti di Avezzano abbiamo dovuto fare la colletta e andare alla ricerca in farmacie, supermercati e alimentari per avere a disposizione almeno un paio di guanti per un turno. È una vergogna, siamo considerati dei dipendenti di serie B».
Arriva dall’imprenditore avezzanese Berto Savina, patron della Italsav, invece, una buona notizia: donerà sei respiratori polmonari all’ospedale di Avezzano. La struttura sanitaria, diretta dalla dottoressa Lora Cipollone, può così offrire un ulteriore contributo nella difficile lotta al Covid-19. Non si ferma la gara di solidarietà di imprenditori e associazioni del territorio che hanno disperato di medici, infermieri, operatori socio sanitari e del 118, divenuti eroi inconsapevoli di questa emergenza mondiale che sta mettendo a dura prova la tenuta dell’intero sistema sanitario.
«In un momento così difficile per tutti, cittadini, aziende, lavoratori, e ancor più per tutti coloro che operano in una struttura sanitaria», spiega Savina, «è sempre più importante essere uniti, dimostrare consapevolezza e fare il possibile per aiutare chi si trova in difficoltà. Un gesto, il nostro, per volgere un ringraziamento a medici, infermieri e operatori in prima linea nella guerra contro un virus sconosciuto e implacabile».
Uno dei dispositivi salvavita sarà destinato al reparto di terapia intensiva, diretto da Angelo Geremia Blasetti. Gli altri cinque, per la terapia semi-intensiva, andranno ai reparti dedicati allestiti per l’emergenza.
«Le attrezzatura sono partite dalla Cina», continua l’imprenditore, «i primi tre respiratori semi-intensivi arriveranno già la prossima settimana. Gli altri due saranno consegnati i primi giorni del mese prossimo, mentre il respiratore per la terapia intensiva arriverà solo a metà aprile vista la massiccia richiesta da tutto il mondo». (f.m.)
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