Gli ingegneri all’assalto del sindaco

24 Maggio 2015

Masciovecchio: «Ecco tutte le colpe di Cialente: non vuole modificare le norme d’attuazione del Prg per il centro storico»

L’AQUILA. «La colpa della mancata ricostruzione dell’Aquila è del sindaco».

Questo, in estrema sintesi, il pensiero espresso dal presidente dell’Ordine degli Ingegneri della provincia dell’Aquila Elio Masciovecchio, che in una nota attacca a testa bassa Massimo Cialente respingendo le accuse rivolte ai progettisti.

«Basta sindaco, ora basta», esordisce Masciovecchio. «Negli uffici del Comune giacciono 400 pratiche. Per l’ennesima volta il nostro amato sindaco Massimo Cialente attacca i progettisti che, a suo dire, non hanno consegnato le integrazioni o che, addirittura, hanno avanzato progetti impresentabili; peccato che giacciono negli uffici dell’Usra circa 4000 pratiche ormai da anni».

Quella di Masciovecchio assume i contorni di una vera e propria levata di scudi a difesa della categoria. «Ci sono le pratiche della vecchia filiera consegnate ad agosto 2011 ricoperte di polvere in quanto mai viste dagli istruttori dell’ufficio speciale per la ricostruzione dell’Aquila».

«Serve raziocinio», secondo Masciovecchio, che incalza. «Basta quindi, sindaco, di parlare alla “pancia” dei cittadini sostenendo che la “pagliuzza” negli occhi dei progettisti sia equivalente alla “trave” che risiede nell’amministrazione comunale».

D’altra parte la volontà di un confronto aperto tra le parti, per gli ingegneri, è evidente. «Abbiamo più volte richiesto, negli ultimi mesi, incontri all’amministrazione comunale per segnalare e per contribuire alla risoluzione dei vari problemi senza aver mai ottenuto riscontro».

Masciovecchio rivolge al sindaco una serie di domande: «Dov’era, signor sindaco, quando i suoi uffici, per mancanza di organizzazione, hanno bloccato gli stati di avanzamento dei lavori per mesi, quando è stato rimosso l’ottimo ingegnere Vittorio Fabrizi e, per mesi, è mancato il principale referente tecnico, quando funzionari del Comune hanno cambiato regole senza consultare nessuno? Dov’è quando alle legittime domande dei cittadini e dei professionisti circa il tempo previsto per il rilascio di un permesso di costruire ci si sente dire "... almeno 6 mesi? Basta sindaco».

Infine, l’esponente dell’ordine professionale individua una sorta di vademecum di che cosa, per gli ingegneri, serve a rilanciare la città.

«È ora che pensi di più a quello che tutti i cittadini, professionisti compresi, vogliono dal sindaco della Città dell’Aquila in tema di ricostruzione: modifiche alle norme tecniche di attuazione del Piano regolatore generale che consentano, finalmente, di procedere a demolizione e ricostruzione degli edifici dichiarati privi di valore in centro storico; norme che consentano di rivitalizzare il centro storico mediante l’apertura a canoni concordati di attività commerciali in tutti quei bellissimi palazzi restaurati con i soldi della collettività; l’avvio della ricostruzione nelle frazioni; la semplificazione delle procedure; la totale trasparenza nelle pratiche di ricostruzione».

Il presidente dell’Ordine degli Ingegneri chiude con un’ultima annotazione.

«È il caso di ricordare, caro sindaco, che i cittadini sono stati e sono liberi di scegliere i professionisti di fiducia nel rispetto delle convenzioni d’incarico sottoscritte».

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