Gli operatori turistici sono tornati a sorridere

30 Marzo 2016

Sulmona, le festività pasquali hanno fatto registrare numeri da record Polemiche per le molte saracinesche dei negozi desolatamente abbassate

SULMONA. Quasi mille posti letto occupati fra le 400 camere di hotel e b&b, 150 camper e 300 camperisti, 400 persone impegnate nelle visite guidate della città in soli due giorni, 300 in visita alla Ovidii taberna e soprattutto circa 20mila persone col fiato sospeso per gli appena 18 secondi di corsa della Madonna che scappa.

Una Pasqua con numeri da record quella registrata quest’anno in città, dove i turisti hanno fatto sentire la loro presenza da giovedì al lunedì dell’Angelo, con qualcuno che si è trattenuto anche oltre. Numeri che hanno garantito alla città un volume d’affari stimato in circa 4 milioni di euro, la gran parte dei quali appannaggio di alberghi, ristoranti e locali della zona. Bene è andata anche agli ambulanti di piazza Garibaldi e corso Ovidio, se non altro perché la maggioranza dei negozi ha confermato l’assurda chiusura durante il periodo clou del turismo. Ad eccezione di qualche raro caso, saracinesche e serrande sono rimaste sbarrate e qualche commerciante ha pensato bene anche di tenere spente le luci di vetrine e insegne. Così, in un corso che in quattro giorni (da venerdì a lunedì), ha fatto fatica a contenere la folla, si passeggiava fra negozi chiusi e turisti che guardavano desolati le vetrine spente. Una scelta incomprensibile per una categoria che lamenta crisi e incassi ridotti da anni, ma che poco fa per cambiare le cose. La maggioranza delle saracinesche abbassate penalizzano anche quei pochi che si sforzano di dare l’immagine di una città viva e accogliente, in una parola, turistica. Così, anche le bancarelle di Pasquetta, che tante critiche hanno suscitato tra Ascom Fidi e Fabbricacultura per l’assenza di prodotti tipici e merce di qualità, hanno finito per supplire alla chiusura dei negozi cittadini.

Un ruolo importante l’hanno avuto anche i camperisti che hanno affollato piazzale Ruggieri e viale XXV Aprile.

«Il camperista crea una microeconomia diffusa e non chiede molto in cambio, se non un buon clima di accoglienza e un’area di sosta funzionale e pulita», spiega Stefania Marcone dell'Ufficio turistico. «E qui iniziano le note dolenti, perché pur apprezzandone la vicinanza al centro e le dimensioni, in molti hanno riscontrato l'insufficienza delle colonnine per la corrente elettrica e lo stato di abbandono della scalinata che porta al livello superiore».

Federica Pantano

©RIPRODUZIONE RISERVATA