Gli sposi sfilano con “Ju catenacce”

19 Agosto 2015

Scanno, applausi alle coppie che hanno partecipato all’antico corteo nuziale

SCANNO. Tra battimani e ripetuti flash fotografici è tornato a sfilare a Scanno “Ju catenacce”, corteo nuziale che rievoca la festa che si teneva un tempo in occasione del matrimonio. Si è ripetuta nel centro montano, nella giornata che precede il Ferragosto, una delle tradizioni più antiche e affascinanti che da molti anni rappresenta una tra le manifestazioni di maggior richiamo dell’estate abruzzese: l’antico corteo nuziale in costume. Quest’anno ad aprire la sfilata né politici, né personaggi del mondo dello spettacolo, ma semplicemente una coppia di giovani scannesi. A seguirli, lungo il percorso che ha condotto il corteo lungo i vicoli medievali del centro storico di Scanno, una ventina di coppie che hanno accompagnato gli “sposi” in un’atmosfera suggestiva e rallegrata dal suono di un’orchestrina locale. “Ju catenacce” è una rievocazione dell’antico corteo nuziale che per tradizione si tiene ogni 14 agosto nel borgo abruzzese. A differenza degli ultimi anni la sfilata, che in dialetto è chiamata “Ju catenacce” perché le coppie che sfilano danno l’impressione di formare una sorta di catenaccio, è andata in scena dopo cena facendo rivivere lontani ricordi. È una cerimonia che rispolvera l’inconfondibile abito femminile scannese, quel costume che solo poche anziane del posto continuano a portare con orgoglio. «Saranno più o meno una ventina ormai», commenta il vicesindaco Antonio Silla, che ha curato la manifestazione e ha partecipato al corteo, «le donne che indossano ancora il costume tradizionale. La manifestazione, infatti, ha tra i suoi obiettivi anche quello di spingere ragazze e donne del paese a tornare a indossare il vestito delle loro nonne e delle loro madri».

Fino a 20 anni fa, girare lungo le strade di Scanno e incontrare donne in costume era la normalità. Oggi sono sempre meno. Le donne hanno indossato l’abito delle grandi occasioni. Gonna ampia con manto di seta, corpetto decorato da ori di famiglia e gioielli dei maestri orafi di Scanno, lacci colorati che si annodano ai capelli e cappello a foggia di turbante dal sapore quasi orientale. La festa quest’anno si è conclusa nella piazzetta antistante la fontana Sarracco, con l’offerta agli spettatori dei tipici dolci di Scanno.

Massimiliano Lavillotti

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