Gli studenti: ansia sparita subito anno complicato, ora le vacanze

17 Giugno 2021

Si raccontano i primi maturandi alle prese col maxi orale: «Dad da bocciare, troppe le distrazioni» C’è anche chi si lascia andare a un pianto liberatorio. E chi riceve l’applauso dalla commissione

L’AQUILA. C’è chi è venuto da solo e chi accompagnato da amici o familiari, chi esce scoppiando in un pianto liberatorio e chi esulta stappando una bottiglia di spumante, pronto già a godersi le vacanze. Eccoli, i primi maturandi aquilani del 2021: stanchi ma anche soddisfatti per aver superato un esame pieno di incognite e un anno difficile, con la pandemia che ha sconvolto tutte le loro routine. Anche se alcune cose sono rimaste le stesse: lo studio intenso degli ultimi giorni, l’ansia, la malinconia ma anche la gioia, il sollievo, l’emozione di affrontare una nuova vita. Tutti hanno aderito alla campagna vaccinale e non vedono l’ora di riappropriarsi della normalità di cui il Covid li ha privati.
LE NORME. La maturità di quest’anno, come quella del 2020, è stata ridefinita tenendo conto dell’impatto dell’emergenza sanitaria e consiste in un maxi orale di un’ora (non ci sono prove scritte). La prova si svolge in presenza, con l’obbligo di indossare la mascherina. Durante tutta la durata dell’esame si deve mantenere una distanza di almeno due metri tra la commissione e il candidato. Ogni giorno possono essere interrogati non più di cinque candidati ed è consentito un solo accompagnatore per ognuno.
L’ESAME. Il maxi colloquio orale parte dalla discussione di un elaborato il cui argomento è stato assegnato agli studenti dai consigli di classe sulla base del percorso svolto e delle discipline caratterizzanti l'indirizzo di studi. A seguire, è prevista l’analisi di un testo già oggetto di studio nell’ambito dell’insegnamento di lingua e letteratura italiana e di altri materiali predisposti dalla commissione sui principali nodi concettuali caratterizzanti le diverse discipline. L’ultima parte dell’esame è dedicata all’esposizione dell’esperienza svolta nei Pcto (Percorsi per le competenze trasversali e l’orientamento, l’ex alternanza scuola-lavoro). I maturandi devono anche dimostrare di aver acquisito competenze e conoscenze di educazione civica. Le commissioni sono composte da 6 docenti interni più un presidente esterno.
CURRICULUM DELLO STUDENTE. Quest’anno ha fatto il suo debutto anche il curriculum dello studente. Si tratta di un documento – che sarà allegato al diploma e potrà essere impiegato per la ricerca di un’occupazione o per l’iscrizione all’università – sul profilo scolastico di ogni ragazzo e ragazza, che include anche le certificazioni linguistiche conseguite e le attività extrascolatiche svolte nel corso degli anni. Una novità che ha sollevato diverse polemiche.
«TUTTO FACILE». «È andato tutto bene» racconta Federica Panebianco, Liceo classico, «all’inizio ero agitata ma sia il presidente che i professori mi hanno messo subito a mio agio. Me l’aspettavo più complicato invece è stata una passeggiata. Come percorso mi è uscito quello sulla memoria. È stato sicuramente un anno particolare: all’inizio non l’ho vissuto male ma poi ho avuto un crollo emotivo».
«SCUOLA IN PRESENZA». «La didattica a distanza? L’ho vissuta malissimo, secondo me la scuola è presenza» afferma Vanessa Semperlotti, V D Liceo classico, «la Dad, a livello mentale, ha cambiato tantissimo il modo di fare scuola, a casa ci sono troppe distrazioni, è stato difficile seguire le lezioni e anche recuperare in vista dell’esame. La cosa che mi è mancata di più è stata la socialità, il rapporto con i compagni. Per l’esame ho preparato tre percorsi: uno su uomo e natura, uno su intellettuale e potere e uno sul totalitarismo. Il prossimo anno? Vorrei provare a entrare a medicina».
«CAMBIATE DUE SEDI». «Oltre al Covid e alla Dad, quest’anno abbiamo dovuto affrontare anche un altro problema, quello delle sedi. Ne abbiamo cambiate due», ricorda Valentina Paiola, V D Scienze umane, la prima in assoluto a fare l’esame: «È andata benissimo, tutto si è svolto come se fosse un’interrogazione. Anche il commissario esterno è stato tranquillo, non ha fatto molte domande. Il mio percorso era sulla società in accelerazione, ovvero nuove tecnologie, social media e futuro del lavoro».
«DIFFICILE MA BELLO». C’è anche chi, come Loris Di Carlantonio, V B Scienze umane, deve affrontare l’esame tra qualche giorno ma è venuto a dare supporto ai propri compagni: «Mi prenderò questi ultimi giorni per studiare e ripassare. È stato un anno da una parte molto difficile ma dall’altra anche bello perché ora inizierà un nuovo capitolo. Il prossimo anno vorrei provare a entrare a medicina o a ingegneria chimica».
LE ALTRE VOCI. «L’esame è andato bene, avere la commissione lontana e distanziata ha diminuito l’ansia. Ora pensiamo alle vacanze» dice Simone Ciavola, V A dell’Itis D’Aosta, indirizzo Meccanica. «È stato sicuramente un esame strano ma ci hanno messo subito a nostro agio e alla fine è andata bene», racconta Federica Liberatore, stessa scuola ma indirizzo Biologico-Sanitario. «C’era un po’ d’ansia all’inizio ma siamo arrivati preparati. Per il prossimo anno proverò a entrare a scienze motorie oppure a fare qualche concorso per l’Arma», afferma Davide De Bernardinis. «Ho avuto qualche incertezza sull’elaborato ma mi sono subito ripreso», racconta Marco Banfi, «il futuro? Penso di iscrivermi a chimica o biologia». C’è anche chi, come Maria Chara De Simone, indirizzo Internazionale, ha fatto una parte dell’esame in inglese: «Mi godrò un po’ le vacanze ma poi ricomincerò subito a studiare, vorrei entrare a medicina». Gabriele Lepidi, indirizzo Informatica, punta al 100: «Prima dell’esame ero in ansia ma una volta iniziato il colloquio è andato tutto liscio. Mi hanno fatto anche l’applauso. Mi ero preparato bene e anche i professori sono stati comprensivi».
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