Gli uffici giudiziari restano senza presidio militare

4 Gennaio 2015

L’AQUILA. Negli uffici giudiziari dell’Aquila dal 31 dicembre scorso non c'è più il presidio dei militari. Nonostante il sollecito del ministero della Difesa a prorogare i termini del servizio, il...

L’AQUILA. Negli uffici giudiziari dell’Aquila dal 31 dicembre scorso non c'è più il presidio dei militari. Nonostante il sollecito del ministero della Difesa a prorogare i termini del servizio, il governo Renzi non avrebbe inserito la problematica nel pacchetto delle misure per L’Aquila nelle legge di Stabilità e quindi la convenzione, stipulata dopo il terremoto, è effettivamente scaduta. La falla è stata tamponata con il ricorso alla guardia privata, senz’altro più costosa, decisa in una riunione in prefettura, in attesa che la soluzione del problema venga inserita nel decreto «Milleproroghe». Una circostanza annunciata dal sindaco Massimo Cialente, che ha posto la questione, che è anche oggetto di un emendamento del deputato abruzzese del Nuovo centro destra Filippo Piccone, a palazzo Chigi.

«Abbiamo predisposto gli atti per la presentazione di un emendamento al provvedimento di conversione al decreto Milleproroghe, affinché l’esercito continui il suo presidio davanti le sedi giudiziarie della città dell’Aquila», ha dichiarato Piccone. «Lo scorso 31 dicembre è scaduto il termine dell'operazione Aquila-aliquota sicurezza", che prevedeva l’impiego del contingente delle Forze Armate nella vigilanza delle sedi giudiziarie aquilane. Non essendo stata inserita tale proroga nel decreto Mille proroghe, nonostante la richiesta del ministero della Difesa, riteniamo che tale servizio», ha aggiunto Piccone, «sia fondamentale per la sicurezza degli uffici giudiziarie nella città dell’Aquil. Ciò fino a quando non saranno completati i lavori di ristrutturazione del tribunale. Da qui il nostro emendamento per chiedere, in sede di conversione del Mille proproghe, il riaffidamento del servizio di vigilanza all’esercito».

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