Gli usi civici bocciano il metanodotto Snam

13 Gennaio 2015

L’AQUILA. «L’Aquila come la Val di Susa: gli usi civici di Paganica pronti a istituire un presidio no-Snam». «Il consiglio dell’amministrazione separata degli usi civici di Paganica-San Gregorio», si...

L’AQUILA. «L’Aquila come la Val di Susa: gli usi civici di Paganica pronti a istituire un presidio no-Snam».

«Il consiglio dell’amministrazione separata degli usi civici di Paganica-San Gregorio», si legge in una nota, «ha approvato le osservazioni contro la realizzazione del gasdotto rete adriatica Foligno-Sulmona della Snam. Il progetto della società si è rimesso in moto dopo la pubblicazione del ministero dello Sviluppo economico dell’avviso di una parziale modifica al tracciato. La realizzazione del gasdotto Snam mette a rischio centinaia di particelle catastali per le quali sono già stati disposti gli espropri, solo per il territorio degli usi civici di Paganica e San Gregorio sono oltre 35 gli ettari di terreni di alto valore naturalistico a rischio. Una corsa contro il tempo quella dell’amministrazione separata Paganica-San Gregorio presieduta dal rieletto Fernando Galletti, il termine ultimo per la presentazione delle osservazioni scade infatti il 17 gennaio.

«Ci opponiamo alla realizzazione dell’opera con ogni mezzo a nostra disposizione», dichiara il presidente dell’Asbuc Galletti. «Siamo pronti a istituire un presidio permanente anche a Paganica come i No Tav della Val di Susa. Non si possono sventrare ettari di territorio vocati al turismo e all’agricoltura. Il tracciato della Snam prevede il passaggio del gasdotto a ridosso del santuario della Madonna d’Appari di Paganica e soprattutto della faglia più grande d’Abruzzo, quella di Paganica-Pettino, ad altissimo rischio sismico. Non possiamo permettere come amministrazione di uso civico un tale scempio ambientale».

«Un punto importante da mettere in evidenza», prosegue la nota, «è che i terreni di uso civico non possono essere espropriati», afferma Massimiliano Pieri membro Asbuc. «Quindi l’attività della Snam è assolutamente illegittima».

«Sono più di 6500 le particelle catastali di terreni su cui potrebbero correre i tubi del metanodotto Snam Sulmona-Foligno, che taglia per 103 chilometri l’Abruzzo interno, passando per una ventina di comuni. A questi vanno aggiunte altre migliaia di particelle nell’area di Sulmona e Popoli, in Umbria e nelle Marche. Dei 687 chilometri del metanodotto che corre da Massafra a Minerbio, diviso in cinque grandi tronconi, solo il primo è stato già realizzato. Da Biccari a Massafra il gas passa dentro le nuove tubature, mentre il secondo tratto Biccari-Campochiaro è stato autorizzato e sono in corso gli espropri dei terreni. Il progetto prevede, poi, una centrale di compressione a Sulmona e gli ultimi tre tratti Sulmona-Foligno, Foligno-Sestino e Sestino-Minerbio».