Gol contestato, rissa tra genitori sugli spalti

29 Marzo 2022

Episodi di violenza al termine della gara dei ragazzi a Pescara: madri, padri e calciatori avezzanesi scortati fino all’A25

AVEZZANO. Lo spettacolo che si è presentato alla fine della partita è stato a dir poco deprimente. Vedere i ragazzi che si azzuffavano in campo e i genitori che facevano altrettanto sugli spalti, è risultato un pessimo esempio per tutti, l’ennesima sconfitta per il gioco del calcio. Alla fine i genitori avezzanesi sono stati scortati dalla polizia fino all’ingresso dell’autostrada. Qualcuno ha ripreso con i telefonini quanto accaduto. Non si escludono denunce. I fatti. Al campo sportivo Donati, nel quartiere Rancitelli di Pescara, era in programma un incontro per la categoria Allievi regionali élite tra il Gladius e l’Avezzano. Sulla gradinata, ad assistere alle giocate dei propri figlioli, come sempre accade in circostanze del genere, ci sono quasi tutti i genitori, che partecipano a loro modo, ma sempre con trasporto. Al minuto 10’ del primo tempo accade qualcosa che ha il potere di indirizzare la gara in un certo modo. Il racconto è dell’allenatore dell’Avezzano, Walter Di Domenico: «C’era un arbitro che con noi aveva già avuto un precedente abbastanza burrascoso nel corso di un’altra partita. Dopo 10’ viene espulso un nostro ragazzo per un fallo veniale e restiamo in inferiorità numerica, ma riusciamo a segnare un gol che manteniamo fino al 90’. L’arbitro prima concede 3’ di recupero e subito dopo altri 3’. Si prosegue e il direttore di gara decide di non fischiare la fine, arrivando fino al minuto 105, un quarto d’ora oltre, quando decreta un calcio di rigore contro di noi, che lui solo aveva visto. Battono il rigore, lo segnano e a questo punto esplode il nervosismo, prima in campo, e poi sugli spalti tra i genitori». Questa la versione del tecnico marsicano. Quella del presidente pescarese Angelo Nicolò è incentrata sul fatto che «in campo la gara è stata intensa, ma senza scorrettezze particolari. Se poi l’arbitro ha deciso di prolungare il recupero, è dovuto al fatto che oltre alle numerose sostituzioni, nei minuti di recupero ci sono stati anche infortuni più o meno reali, che hanno indotto il direttore di gara a proseguire. Il pessimo spettacolo si è svolto sulla tribuna e ha visto protagonisti i genitori che ancora una volta sono risultati l’unica componente negativa di questo bellissimo sport». E per evitare complicazioni, i dirigenti del Gladius hanno chiesto l’intervento di polizia e carabinieri, affinché scortassero le vetture degli ospiti fino all’ingresso dell’autostrada A25 a Chieti. Insomma, a perdere è stato ancora una volta lo sport.
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