Gran folla per la statua di Ovidio

27 Ottobre 2018

Il restauro finanziato da Bevilacqua, partito a 10 anni per il Canada

SULMONA. Un evento speciale reso ancora più emozionante dal piccolo imprevisto finale con il panno rosso che avvolgeva la statua che non ne voleva sapere di scendere giù. Lo stesso imprevisto che si verificò il 30 aprile del 1925 alla presenza del Re Vittorio Emanuele III e che ha unito ancora di più le due cerimonie dedicate al sommo poeta latino. C’era tutta Sulmona, ieri sera, in piazza XX Settembre a salutare la statua restaurata di Ovidio. Un evento per la città reso ancora più speciale dal collegamento diretto con Maurizio Bevilacqua, da poco rieletto per la terza volta sindaco di Vaughan, la città canadese che lo ospita da quando aveva 10 anni. È stata la sua famiglia, e in particolare il papà Azelio, a voler finanziare il restauro della statua di Ovidio, proprio per dare un segno tangibile dell’attaccamento e dell’amore verso la terra d’origine. «Io mi sento figlio di Sulmona e non dimentico mai le mie origini», ha detto commosso il sindaco della città canadese tra gli applausi dei sulmonesi. «Noi emigranti siamo sempre legati alla città d’origine. E i miei piccoli successi li condivido con voi, perché voi fate parte della mia famiglia». Nel ringraziare la famiglia Bevilacqua, il sindaco Annamaria Casini ha esordito dicendo che «si tratta di un momento storico per la nostra città. Con emozione e orgoglio celebriamo il ritorno della statua di Ovidio al suo antico splendore. E questo restauro è un significativo omaggio al nostro più illustre concittadino, nell’anno del bimillenario della sua morte». Tornando al sindaco Bevilacqua, che sarà ospite della città in occasione della presentazione degli atti del convegno internazionale di studi ovidiani, Casini ha detto: «Maurizio, oggi Sulmona ti abbraccia. Ma la beneficenza della famiglia Bevilacqua non è la sola a consentire il restauro di beni culturali, ricchezza dell’intera comunità cittadina. Ecco, vorrei che intorno a questi valori vi fosse coesione. Quell’unità che in tempi come questi, incerti e difficili, deve rafforzarci». (c.l.)
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