Gran Sasso a secco La proposta di Faccia: «Cannoni sparaneve»

13 Gennaio 2023

Il consigliere comunale rilancia l’innevamento artificiale Il piano: stazione sciistica fuori dall’area di massima tutela

L’AQUILA. Caldo anomalo, pochissima neve e per l’Abruzzo che ama lo sci la stagione non è certo iniziata nel migliore dei modi.
Qualche spiraglio c’è, in qualche stazione sciistica, grazie alle basse temperature e ai cannoni sparaneve, ma non certo a Campo Imperatore. La parola chiave è innevamento programmato, una salvezza in assenza di neve naturale. Sono oramai da anni in tutta Italia un’abitudine, ma non a Campo Imperatore (e sulla Majella).
Luigi Faccia, direttore della scuola italiana sci Assergi Gran Sasso e consigliere comunale, da anni sostiene la sua battaglia, ma le risposte sono sempre state negative. «Tutto vero, la nostra stazione deve solo sperare nella neve naturale». Perché non riuscite ad attivarvi per l’innevamento programmato? «Il nostro problema, come sanno tutti, sono le direttive della rete Natura 2000, ovvero i vincoli che vietano ogni intervento in una determinata zona». A cosa state pensando per risolvere la questione e poter avere anche sul Gran Sasso la neve programmata? «La volontà dell’amministrazione Biondi è quella di rimodulare i confini delle direttive che fanno parte della rete di “Natura 2000”. Tenere fuori Campo Imperatore dalla zona sottoposta a vincoli è l’unica soluzione per poter agire con la modernizzazione che in questo caso riguarda tutti i lavori necessari per l’impianto di innevamento programmato. Quando è stata fatta la perimetrazione non si è tenuto conto di una cosa molto importante. Questi vincoli sono stati calati sul territorio senza considerare le esigenze economiche, sociali e culturali del territorio in questione».
La strada è tracciata, ma quali sono i tempi per ottenere l’ok e poter iniziare i progetti? «Noi», risponde Faccia, «abbiamo un anno di tempo perché la prossima lista delle due direttive della rete Natura 2000 uscirà a febbraio 2024. Nella nuova perimetrazione prevediamo che Campo Imperatore sia fuori dai vincoli e ci sia il via libera per l’innevamento programmato. Ci tengo a precisare una cosa. Agiremo sempre nel rispetto delle norme nazionali del Parco concordando tutti gli interventi. Credo che per il prossimo inverno sia oggettivamente complicato che sia tutto pronto, salvo un intervento nazionale proveniente dal tavolo tecnico che si è riunito a Roma con il ministro Santanchè. Per l’inverno della stagione 2024-25 speriamo di farcela». Oltre all’innevamento programmato si parla anche di impianti e collegamenti nuovi? «Lavoriamo per quello. Nel piano d’area è previsto l’ampliamento della stazione turistico-sportiva. Ed è stato tutto inserito nel progetto dei bacini sciistici regionali». Stessi tempi dell’innevamento programmato? «Lì ci sono tempistiche più lunghe con progetti, fondi da reperire e lavori da fare. Nel prossimo triennio contiamo di fare tutto». Mentre si sta progettando il futuro di Campo Imperatore, è arrabbiato per come sta andando questa stagione? «Come posso dire il contrario? È il paradosso che abbiamo sempre temuto: non c’è neve naturale, gli altri da domani potrebbero aprire con le basse temperature e con la neve programmata mentre noi restiamo a guardare nonostante siamo a quota 2.000 metri. E c’è un altro concetto da sottolineare. L’impresa turistica non può aspettare che arrivi la neve. Deve programmare una data. A Campo Imperatore, con l’innevamento programmato, grazie alla nostra quota siamo in grado di dire che il primo dicembre inizia la stagione. Programmiamo una data e la rispettiamo. Oggi, invece, dobbiamo solo sperare. E un’impresa non vive di speranze». E magari sareste stati gli unici aperti nel periodo di Natale? «Esattamente».
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