Gran Sasso, i 30 anni del rifugio Garibaldi

14 Luglio 2016

La sezione del Cai festeggia con un’escursione sul Corno Grande, un concerto e una mostra

L’AQUILA. Domenica prossima la sezione dell’Aquila del Club Alpino Italiano celebra i 130 anni del rifugio Garibaldi. Le iniziative per festeggiare quello che è a tutti gli effetti «il più antico rifugio italiano, poiché è stato restaurato usando le stesse pietre e lo stesso progetto del 1886», sono state presentate ieri nel corso di una conferenza stampa dal sindaco Massimo Cialente, dall’assessore alla Cultura, Betty Leone, e dal presidente del Cai L’Aquila, Piergiorgio Barducci. Il programma di domenica prevede una escursione al Corno Grande lungo la via Normale con partenza alle 8.30 da Campo Imperatore (accompagnatori Cai Ase, Franco Iorio, Fabio Di Vito e Marino Zappone). Alle 11 al rifugio è previsto il concerto “Note di Accordeon” con il Trio Solotarev concert (Fernando Mangifesta, Lorenzo Scolletta e Alberto Vernarelli, direzione artistica Sara Cecala). Al rifugio ci sarà una mostra fotografica con foto di Claudio Cerasoli e Antonio Di Cecco, a cura di Maria Francesca Palmerio, un set fotografico a cura dell’associazione Segni e un rinfresco con prodotti del parco Gran Sasso Monti della Laga. Costruito nel 1886 dalla sezione romana del Cai, il rifugio Garibaldi fu il primo e più alto insediamento umano dell’intero Appennino. La sua difficile fruibilità durante il periodo invernale spinse la sezione di Roma a costruire nel 1908, sulla cresta di Monte Portella, il rifugio Duca degli Abruzzi. Restaurato nel 1925, in declino dopo la costruzione della funivia nel 1933, nel 1977 il rifugio fu ceduto dalla sezione di Roma a quella dell’Aquila che lo restaurò accuratamente, numerando e rimettendo al loro posto tutte le pietre e creando il “passo d’uomo”, l’apertura sul tetto che consente l’utilizzo del rifugio anche d’inverno. (r.p.)

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