Gran Sasso, la Lega boccia i vincoli Sinistra italiana: no a nuovi impianti

Fioravanti (segretario comunale del Carroccio): «Subito i lavori all’albergo di Mussolini e ai parcheggi» Perilli ribatte: «Sì alle opere migliorative programmate, ma basta con inutili ampliamenti impattanti»
L’AQUILA. «Basta vincoli che strozzano la nostra montagna». «Basta nuovi impianti di risalita, inutili e impattanti». Il botta e risposta tra la Lega e Sinistra italiana proietta il sistema Gran Sasso nella campagna elettorale per le amministrative. Alla vigilia del tavolo del centrosinistra (in programma oggi) per la decisione sul nome del candidato da opporre al sindaco Pierluigi Biondi, la Lega apre le danze nel dibattito tra “sviluppisti” e ambientalisti.
«basta vincoli»
Secondo Giorgio Fioravanti (segretario comunale e delegato per l’Abruzzo alle politiche montane della Lega), «è sotto gli occhi di tutti, vuoi per l’attuale fase pandemica che sta rendendo protagonista la nostra montagna come valvola di sfogo più gettonata dagli appassionati, vuoi per le favorevoli condizioni climatiche e vuoi per l’innevamento naturale e abbondante che insiste sulla stazione di Campo Imperatore, grazie anche all’ottimo lavoro dei gattisti del Centro Turistico, che stiamo assistendo a una vera e propria stagione invernale con numeri da record: oltre 30.000 presenze, fino ad ora, e nel calcolo mancano ancora febbraio e marzo. Numeri che richiedono una seria riflessione politica in una città, in procinto di rinnovare l’amministrazione, che punta al turismo e al suo relativo sviluppo come uno dei principali asset strategici per affrontare il post-pandemia. C’è necessità di accelerare con le opere realizzabili a prescindere dall’illegale e grossolano sistema vincolistico che strozza la nostra montagna; mi riferisco ai lavori per la ristrutturazione dell’albergo di Campo Imperatore, alla realizzazione di un sistema fognario in grado di sopperire all’elevato fabbisogno che, già, ivi insiste e che, conseguentemente, aumenterà con la fine dei lavori della struttura; alla realizzazione del sistema di trasporto che permetterà ai fruitori della funivia di parcheggiare nel piazzale Simoncelli e di arrivare alla biglietteria in maniera meccanizzata, consentendo il trasporto dell’attrezzatura sportiva senza particolari sforzi così come accade in tutte le altre stazioni sciistiche. Ciò consentirebbe, inoltre, la necessaria riqualificazione del piazzale di Fonte Cerreto liberandolo dalle attività dedite allo street food le quali si sposterebbero nel parcheggio Simoncelli anch’esso oggetto di restyling e adeguamento alle obbligatorie normative di sicurezza. Mi impegnerò personalmente, come delegato per l’Abruzzo della Lega alle politiche montane, come segretario comunale e come delegato, dal mio partito, al tavolo del centrodestra per le Comunali, affinché questo argomento giochi un ruolo strategico di rilievo per la stesura del programma elettorale e delle linee programmatiche».
«NO A NUOVI IMPIANTI»
Sì ai lavori di riqualificazione ordinari e già previsti, no alla realizzazione di nuovi impianti di risalita. Questo il punto di vista di Enrico Perilli (Sinistra italiana). «Se si parla di opere di riqualificazione urbanistica e di infrastrutturazione minima come il sistema fognario oppure la sistemazione dei parcheggi non siamo assolutamente contrari. Deve trattarsi di opere non impattanti che contribuiscano a rendere i luoghi più belli sottraendoli al degrado e all’abbandono, come appare ora l’area di piazzale Simoncelli. Ci fa piacere che anche la Lega stia discutendo finalmente di opere e di idee che non siano esclusivamente nuovi impianti di risalita. Infatti servono opere in grado di far vivere la nostra montagna 365 giorni all’anno senza inseguire progetti faraonici e costosi. Se invece si mette sul piatto il secondo arroccamento (Fossa di Paganica-Scindarella e nuovi impianti a Montecristo), che costerebbe milioni e milioni e in cui i numeri di potenziali fruitori non giustificherebbero un impegno di spesa che appare, al contrario, un salto nel vuoto, ribadiamo che siamo contro progetti insostenibili dal punto di vista sia ambientale sia economico».
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