Grande folla per l’addio a Olindo

A Casali d’Aschi i funerali dell’ambulante di 63 anni investito da un fuoristrada
GIOIA DEI MARSI. Il piazzale della chiesa Madonna del Buon Consiglio di Casali d’Aschi non è riuscito a contenere quanti ieri hanno voluto salutare per l’ultima volta Olindo Di Salvatore. Padre Eusebio, parroco della frazione di Gioia dei Marsi, ha accolto la salma dell’ambulante, 63 anni, insieme a tanti altri sacerdoti marsicani direttamente sul sagrato dove si è svolta la celebrazione. Solo rose rosse e orchidee a coprire la bara per volere della famiglia che ha chiesto di non portare fiori, ma di devolvere le offerte all’associazione italiana familiari vittime della strada. Di Salvatore era molto conosciuto nella Marsica e in tanti hanno voluto dimostrare vicinanza alla moglie Fortunia, ai figli Carmine e Gloria, e al fratello Adelmo, medico e dirigente del Serd della Asl, prendendo parte alla funzione. Domenica scorsa, intorno all’una e trenta, Di Salvatore si era fermato con il suo furgone lungo la strada marsicana 83 per prestare soccorso a un giovane con l’auto in panne. All’improvviso è arrivato il fuoristrada di Orazio Tatangelo, allevatore 67enne che era alla guida in stato di ebbrezza, che lo ha trovato e ucciso. «Fisicamente Olindo non c’è più, manca l’amico, il fratello, il marito e il papà», ha detto padre Riziero Cerchi, parroco di Ortucchio, nell’omelia. «Umanamente c’è dolore perché piangiamo ancora una vittima della strada. La prima cosa che dobbiamo fare ora è mettere da parte le parole e far spazio alla preghiera, invocare quello spirito che in nome di Gesù ci fa sentire un’unica famiglia radunata da una fede, quella della resurrezione. Olindo è stato un uomo giusto, l’amico di tutti, ha trasformato il suo lavoro in amicizie. A ognuno ha donato il sorriso. Ci mancherà, ma noi crediamo alla vita eterna perché nulla è tolto, ma solo trasformato». (e.b.)
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