Grande Marsica, la bocciatura di Quaglieri

Il consigliere regionale: «Qualcuno gioca a fare campagna elettorale». Scettico anche Angelosante
AVEZZANO. Meglio l’Unione dei Comuni già esistente o bisogna puntare sulla Grande Marsica, pallino di Gianni Di Pangrazio, sindaco di Avezzano (sospeso)?
Il dibattito politico è sempre più incandescente all’indomani del vertice convocato ad Avezzano e disertato dalla maggioranza dei sindaci marsicani.
Sulla vicenda sono intervenuti i due consiglieri regionali marsicani, Simone Angelosante, di Valore Abruzzo, e Mario Quaglieri, di Fratelli d’Italia, stesso partito del presidente Marco Marsilio
. Per Quaglieri, ex sindaco di Trasacco, attuale presidente della Commissione regionale sanità, siamo di fronte «a una banale strumentalizzazione politica. La Marsica ha già un’unione consolidata costituita da 34 Comuni, che non sono pochi, quindi di fatto una Grande Marsica esiste già».
Il riferimento è all’Unione dei Comuni Montagna marsicana.
«Bisogna ragionare in maniera onesta», conclude Quaglieri, «poiché dal punto di vista sociale, culturale ed economico una Grande Marsica è già costituita e operativa a tutti gli effetti mentre qualcuno gioca a farsi campagna elettorale».
Messaggio per Di Pangrazio e i suoi fedelissimi, nonostante i buoni rapporti esistenti?
Dietro la spaccatura politica tra i rappresentanti del territorio qualcuno ipotizza proprio una chiara strategia in vista della prossime Regionali. Tuttavia, anche in seno all’Unione dei Comuni non sarebbe tutto rose e fiori, tanto che ci sarebbero già delle frizioni interne per l’elezione degli organismi di governo: oltre al presidente, sono previsti una giunta e un consiglio dei quali possono far parte solo amministratori in carica degli Enti firmatari della convenzione.
«Il problema non è la Grande Marsica, occorre riappropriarsi dei ruoli politici», afferma l’ex esponente della Lega, Simone Angelosante, attualmente di Valore Abruzzo, «la nostra debolezza risiede nella sudditanza psicologica nei confronti di altri territori: quando i partiti chiamano, infatti, molti ascoltano indipendentemente dai bisogni del proprio territorio. Solo quando si uscirà da questa logica la Marsica potrà fare finalmente il salto di qualità. Ma ad oggi i partiti non sono marsicanocentrici».
Per Angelosante «la Grande Marsica è un’iniziativa senza forza politica. Quella forza politica che ha subìto il richiamo dei partiti come accaduto alle ultime elezioni provinciali». (f.d.m.)
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