Grande successo del concerto-sfida Bacchetti–Di Toro

15 Novembre 2016

I concerti-sfida, assai di moda nella seconda metà del Settecento, servirono soprattutto a svecchiare il recital pianistico e a dare al pubblico stimoli particolari per un ascolto consapevole,...

I concerti-sfida, assai di moda nella seconda metà del Settecento, servirono soprattutto a svecchiare il recital pianistico e a dare al pubblico stimoli particolari per un ascolto consapevole, critico e partecipato. Appartiene quindi a una tradizione illustre e consolidata l’ottimo concerto che i pianisti Andrea Bacchetti e Michele Di Toro hanno offerto all’Aquila, all’Auditorium di Renzo Piano, per la stagione della Società aquilana dei concerti interpretando, tra l’altro, “La leggenda del pianista sull’oceano”, un film del 1998 diretto da Giuseppe Tornatore, tratto dal monologo teatrale “Novecento” di Alessandro Baricco. Nel pacifico duello musicale, condotto sui binari di un vasto repertorio che si è snodato dal classico in senso stretto al jazz, i due artisti hanno attraversato modi e suoni di mondi giudicati distanti e quasi opposti. La sorprendente proprietà e lo stile dei due pianisti richiamavano alla memoria le sequenze più avvincenti del film. Antico e contemporaneo, musica scritta e improvvisazione si sono avvicendati con sorprendente naturalezza nell’insolita e festosa serata, amalgamati dall’irreprensibile tecnica e dalla ricchezza esecutiva piena d’immaginazione che i due interpreti hanno esibito con accattivante disinvoltura.

Nella ricerca di formule nuove, che il concertismo classico ha intrapreso da tempo sia per fronteggiare la concorrenza dell’ormai pervasiva civiltà sonora sia per offrire un palcoscenico adatto ai giovani che escono dalle tante scuole musicali, la scelta di Bacchetti e Di Toro sembra una via intelligente per garantire un successo sicuro alla vastissima letteratura di musica dotta e ai giovani più volenterosi e dotati che intendono avviarsi alla carriera concertistica. Non sarà necessario che per un concerto la sala si trasformi in un ring; ma il successo suggerisce una formula concertistica (in parte simile al concerto-sfida o al duello alla tastiera di moda tra Sette e Ottocento) adatta ad avvicinare alla letteratura della musica classica anche il pubblico tradizionalmente meno interessato.

Walter Tortoreto