Grave dopo la caduta, odissea nei soccorsi

Reparto chiuso a Tagliacozzo: un 56enne di Carsoli deve attendere il rientro dell’ambulanza per il trasferimento ad Avezzano
TAGLIACOZZO. Una corsa disperata verso il pronto soccorso di Avezzano con una persona sanguinante nell’auto, poi la decisione di fermarsi all’ospedale di Tagliacozzo, nonostante il pronto soccorso (ribattezzato Punto di primo intervento) sia chiuso da settimane. Una decisione che potrebbe aver salvato la vita a un uomo di 56 anni, R.P., di Carsoli, ferito in modo grave dopo una caduta in strada. L’uomo, che ha battuto la testa e ha subìto una seria emorragia, è stato soccorso dai medici dei reparti dell’ospedale Umberto I richiamati dalle invocazioni d’aiuto e accorsi al piano terra. È questo l’ultimo caso di cronaca che fa riesplodere la vicenda dei Punti di emergenza di Tagliacozzo e Pescina “vietati” da tre mesi, su decisione della Asl provinciale, a causa dell’emergenza coronavirus. Sulla vicenda sono in corso accertamenti dei carabinieri di Tagliacozzo.
LA RICOSTRUZIONE. Il fatto è accaduto ieri mattina quando l’uomo, dopo essere rimasto ferito, a causa di una caduta in strada stando a una prima ricostruzione, è stato caricato in macchina da un parente per essere portato in ospedale. Durante il tragitto, però, la situazione è precipitata e il conducente ha capito che era necessario fermare l’emorragia. Il paziente stava perdendo conoscenza. Così ha deciso di fermarsi all’ospedale di Tagliacozzo, dopo aver percorso circa 30 chilometri. È stato portato dentro ma non c’erano medici e l’équipe del 118 era fuori per un’altra emergenza. Fortuna ha voluto che a quell’ora fossero aperti i reparti ospedalieri e sono accorsi due medici e un’infermiera che aveva già lavorato in pronto soccorso e 118.
L’ATTESA. L’emorragia è stata rallentata ed è stato necessario attendere il rientro dell’ambulanza. Il 118 di Tagliacozzo ha così trasportato ad Avezzano il paziente che, durante il tragitto di altri 18 chilometri, ha avuto un arresto cardiaco. Il personale sanitario è riuscito a rianimarlo e una volta in pronto soccorso è stato sottoposto alle cure. Le sue condizioni sono gravi e la prognosi è riservata. L’episodio ha suscitato reazioni e polemiche, scatenate appunto dalla chiusura dei pronto soccorso di Tagliacozzo e Pescina.
«RIAPRIRE SUBITO». Nei giorni scorsi i sindaci, al termine di una riunione a Scurcola Marsicana, hanno chiesto le dimissioni del direttore generale della Asl Avezzano-Sulmona-L’Aquila, Roberto Testa. «Una situazione inaccettabile che non può andare avanti ulteriormente», ha dichiarato il sindaco di Sante Marie, Lorenzo Berardinetti, che insieme a quello di Scurcola, Olimpia Morgante, ha chiesto di essere ascoltato dalla V commissione, chiamando anche in causa Pierluigi Biondi, primo cittadino dell’Aquila che ricopre l’incarico di presidente del comitato ristretto dei sindaci della Asl. «I punti di primo intervento vanno riaperti subito», ha aggiunto Berardinetti, «altrimenti chi si assumerà le responsabilità di altri casi come questi e come quelli già avvenuti?».
DOMANI IL SIT-IN. Iniziano anche le prime mobilitazioni popolari. Il Comitato piccoli ospedali, «preso atto della situazione di stallo, ha convocato una manifestazione aperta a cittadini e rappresentanti comunali della zona, nel rispetto delle norme Covid, per domani alle 20.30».
LA PETIZIONE. Intanto, la petizione popolare per la riapertura h24 delle due strutture di emergenza ha raggiunto circa ottomila sottoscrizioni tra quelle cartacee raccolte in tutti i comuni del territorio e quelle sulla piattaforma Change.org.
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