Grave un architetto aggredito in Perù

9 Febbraio 2022

Josè Maria Venturi, 29 anni, picchiato con una mazza da un gruppo di rapinatori. Il padre Fabio è originario di Paterno

AVEZZANO. Un giovane architetto originario di Avezzano è stato vittima di una brutale aggressione in Perù. Dalla Marsica è partita una raccolta fondi per riportarlo in Italia in modo da potergli assicurare le migliori cure mediche. Le sue condizioni di salute sono piuttosto preoccupanti.
L’AGGRESSIONE
Josè Maria Venturi, 29 anni, è stato colpito con una mazza da baseball durante un tentativo di furto. Mentre dormiva, un gruppo di banditi ha fatto irruzione nella sua casa. Forse il ragazzo è stato svegliato dai rumori. È in quel momento che i malviventi si sono scagliati contro di lui con inaudita violenza. Venturi è stato colpito più volte al volto e alla testa. L’aggressione si è consumata vicino alla città di Piura, dove il ragazzo, come architetto, stava lavorando alla costruzione di un villaggio turistico. Il giovane collabora con il padre Fabio Venturi, anche lui architetto e originario di Paterno dove vive la sorella Laura. Circa 25 anni fa il marsicano si è stabilito in Sudamerica insieme alla moglie peruviana Sonia Monica Villanueva Rodriguez e al figlio Josè Maria che all’epoca aveva 4 anni. I due si sono conosciuti a Roma durante gli studi universitari dove la donna era arrivata dal Perù per conseguire la laurea in archeologia. In Sudamerica padre e figlio lavorano fianco a fianco nel loro studio di architettura. La notizia dell’aggressione di Josè Maria Venturi ha suscitato tanta apprensione anche nella Marsica dove la famiglia, in questi anni, è tornata spesso per trascorrere le vacanze o far visita ai parenti. Il pestaggio si è consumato una decina di giorni fa. Il ragazzo è stato portato in condizioni disperate all’ospedale di Piura dove ha lottato tra la vita e la morte. Due giorni fa, al suo risveglio dal coma farmacologico, i medici hanno purtroppo riscontrato seri problemi a un occhio che potrebbero compromettere la vista, oltre a fratture al setto nasale, alla mandibola e al cranio.
LE DONAZIONI
«La madre e il padre vorrebbero riportarlo in Italia», spiega l’amico di famiglia Edoardo Tudico. «Le cure sanitarie e gli interventi chirurgici cui dovrà sottoporsi in Perù sono a carico del cittadino e hanno costi esorbitanti che la famiglia non è in grado di sostenere. Lì una sacca di sangue può costare fino a 500 dollari. Abbiamo informato anche la Farnesina chiedendo di intercedere con l’ambasciata italiana in Perù per un rientro in Italia su un volo sanitario, ma anche in questo caso i costi sono davvero alti». Per questo Tudico, attraverso la Pro loco di Avezzano, ha aderito alla raccolta fondi lanciata dalla zia del 29enne con donazioni che posso essere effettuare al conto corrente bancario intestato alla madre (009-421-20751701387-93). Iniziativa rilanciata anche da Mena Sannito della Pro loco di Paterno.
L’APPELLO DELLA ZIA
«Aiutiamo questa famiglia in una situazione davvero difficile», è l’appello della zia Laura che vive a Paterno. «Siamo in attesa che i medici ci dicano se è in grado di prendere un volo di linea per rientrare in Italia. In Perù purtroppo non può essere sottoposto agli interventi chirurgici di cui ha bisogno. La sanità, inoltre, è privata e in questi giorni di ricovero la famiglia ha già sostenuto costi elevati con i genitori che non stanno lavorando per poter stare vicino al figlio. Siamo in contatto costante con la Farnesina e l’ambasciata italiana a Lima, visto che mio nipote è cittadino italiano. Ringrazio tutti coloro che ci stanno mostrando la loro vicinanza in questi giorni difficili, per fortuna abbiamo trovato tanta solidarietà nel nostro paese e nella Marsica».
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