Grimaldi: «Meglio tenere le mascherine all’aperto»

Affollamenti in centro per la Nazionale, i timori del primario di Malattie infettive «Sarebbe stato opportuno mantenerne l’obbligo, insieme al distanziamento»
L’AQUILA. Due ricoveri la scorsa settimana, ma sono rimasti isolati. Sono lontani i giorni dell’emergenza Covid e nel reparto di Malattie Infettive dell’ospedale San Salvatore, come negli altri, i ritmi sono tornati quelli della normalità pre-pandemia. Ma il primario Alessandro Grimaldi, che monitora costantemente la situazione, non nasconde che «qualche timore c’è», soprattutto guardando alla diffusione della variante Delta del virus e alla voglia di libertà che si registra tra la popolazione, che potrebbe far abbassare l’attenzione: «La circolazione della nuova variante sul territorio regionale», spiega Grimaldi, «e in particolare nel Teramano, potrebbe cambiare le regole del gioco. Si tratta di una mutazione, ormai è stato accertato, più contagiosa del 50/60% rispetto a quella inglese e quindi desta qualche preoccupazione. È anche vero che la fascia di popolazione vaccinata si sta allargando, ma con una sola dose il potere del vaccino si abbassa al 30%: quindi servono le due dosi e serve prudenza». Come ha insegnato l’evoluzione del coronavirus, non si hanno ancora certezze, anche in merito ai reali effetti della campagna vaccinale di massa: «L’immunizzazione di gregge potrebbe portare a ridurre l’impatto del virus sulle strutture ospedaliere, in quanto la patologia avrebbe manifestazioni più lievi, tali da non richiedere il ricovero», sottolinea Grimaldi, «ma uso il condizionale perché lo verificheremo soltanto tra qualche mese. Nel frattempo, la stagione estiva fa la sua parte, nel rallentarne la diffusione, ma invita anche a riconquistare quelle libertà negate e ad abbassare la guardia. Faccio l’esempio dei festeggiamenti per la vittoria della Nazionale di calcio: tutti abbiamo gioito, la felicità collettiva è istintiva e naturale, ma forse sarebbe stato consigliabile mantenere l’obbligo della mascherina e del distanziamento anche negli spazi all’aperto. Quello che sta accadendo in Inghilterra, dove i divieti sono caduti prima e dove c’è stata una repentina ripresa dei contagi, deve servirci da monito». Secondo le previsioni degli esperti, entro 10 giorni la variante Delta dovrebbe diventare dominante, superando quella inglese, e gli assembramenti delle ultime ore potrebbero aver accelerato i tempi. Per alcune regioni già si parla di un probabile ritorno alla fascia gialla: «Più che di colori», conclude Grimaldi, «io preferisco parlare di prudenza: ripeto, solo nelle prossime settimane avremo una visione più veritiera e scientifica di quello che ci aspetta».
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