Grippo: «Pochi agenti per controllare traffico e furbetti»
Il capo della polizia urbana: servirebbero altri 50 vigili In arrivo un nuovo autovelox e servizi in borghese
L’AQUILA. Dalle attività d’investigazione sui contributi per l’autonoma sistemazione alle verifiche degli abusi edilizi totali, fino ai controlli stradali per l’accertamento delle norme del codice stradale. Il lavoro della polizia municipale dell’Aquila, oltre a essere quello tipico di tutte le municipali d’Italia, ha un aggravio in più: dover far fronte alle criticità che una città in ricostruzione presenta ogni giorno, e che spesso s’interseca con le indagini della Procura. Ma la coperta è sempre più corta e fare fronte alle esigenze di un territorio comunale di 460 chilometri quadrati di estensione con un pugno di uomini significa, detto in soldoni, che «o corri dietro all’automobilista che parla al cellulare con il rischio di provocare gravi incidenti, o entri nella casa abusiva». In tempi di furti in centro storico e di inchieste che mirano a snidare i furbetti del post-sisma, il comandante della municipale Ernesto Grippo, tornato all’Aquila dopo diversi mesi, spiega che quando il gioco si fa duro è meglio rilanciare che gettare la spugna.
POCO PERSONALE. Il comando dei vigili urbani può contare soltanto su 55 addetti, di cui 11 ufficiali e 44 agenti che, però, non sono operativi tutti in contemporanea. «Si lavora su turni, per cui sono disponibili soltanto 36-40 unità al giorno», spiega Grippo. Se dalla frazione di Arischia a quella di Filetto ci sono 96 chilometri di percorrenza è chiaro che diverse frazioni non vedono mai passare una pattuglia. «Il territorio di Pescara è di 33 chilometri quadrati e coperto con 155 unità: cento in più dell’Aquila», aggiunge il comandante, che al ritorno dopo la sua assenza ha ritrovato la situazione come l’aveva lasciata, «anzi peggio, visto che mancano all’appello tre unità». L’Aquila, per Grippo, avrebbe avuto bisogno di contare su 100 vigili urbani per i primi 10 anni post-sisma.
CODICE DELLA STRADA. Dove non arriva la forza arriverà l’ingegno. Sul modello Padova, da settembre si partirà con un servizio di 4 agenti in borghese addestrati che, con due motocivetta e altrettante autocivetta, batteranno a tappeto le strade cittadine. Novità a basso costo aggiuntivo visto che le auto sono usate e di proprietà dei vigili, mentre le moto acquistate a 15mila euro. Non solo: arriverà nei prossimi giorni il peggior nemico degli automobilisti indisciplinati: lo scout speed, il nuovo modello di autovelox che non viene segnalato da cartelli stradali e può essere nascosto nelle auto “civetta”, alleato che riempie di orgoglio Grippo. PUBBLICA SICUREZZA. «Il ruolo della municipale non è quello di pubblica sicurezza, nel senso che i vigili urbani collaborano con le forze di polizia su disposizione del sindaco per specifiche operazioni e su motivata richiesta delle autorità». Grippo rimarca che è il prefetto ad attribuire funzioni ausiliarie di pubblica sicurezza ai vigili. Mentre è di sua specifica competenza la polizia amministrativa, ossia edilizia e ambientale, che vede gli agenti della municipale impegnati nei controlli sui contributi illeciti per l’autonoma sistemazione, gli abusi totali e quelli parziali susseguenti alla delibera 58 che ha autorizzato i manufatti temporanei non superiori ai 95 metri quadrati: attività che la polizia municipale è chiamata a fare al fianco delle forze dell’ordine e che nessun’altra città si trova a dover fronteggiare.
Marianna Gianforte
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