Guai col fisco, imprenditore assolto

Leonarduzzi era accusato della vendita simulata della casa alla figlia
SULMONA. Per evitare di pagare oltre 320 mila euro al fisco, aveva ceduto l’abitazione e la cantina di sua proprietà, nel comune di Introdacqua, alla figlia maggiore. Secondo la procura si trattava di una vendita simulata, posta in essere dall’imputato esclusivamente con l’intento di sottrarla fraudolentemente alla procedura di esecuzione immobiliare da parte dell’ente di riscossione. Il processo che ne è scaturito si è concluso però con l’assoluzione dell’imputato. Protagonista l’imprenditore sulmonese, ma residente a Introdacqua, Pietro Leonarduzzi, che nel procedimento giudiziario è stato difeso dall’avvocato Alessandro Margiotta. Ed è stato proprio il legale sulmonese, sostenendo che l’azione di Equitalia era partita in ritardo e quindi non era più efficace, a convincere il giudice che l’imputato andava assolto. L'avvocato Margiotta ha inoltre sostenuto che i crediti che lo Stato vantava si riferivano al 2001/2006, mentre la vendita è avvenuta nel 2012 e quindi l’intento fraudolento era del tutto inesistente. Soddisfazione per l’esito del procedimento del legale di Leonarduzzi «in quanto il giudice ha tenuto conto anche delle ragioni del contribuente e della sua buona fede». (c.l.)
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