Guardia medica, ridotte le prestazioni

18 Ottobre 2017

Rifondazione comunista: la Regione sta chiedendo somme arretrate ai dottori. Paolucci replica: «Applichiamo le norme»

CASTEL DI SANGRO. Cambiano le prestazioni dei presìdi di Guardia medica garantite dall’Azienda sanitaria locale nelle aree montane, dove dallo scorso mese di settembre sono assicurate minori cure ai pazienti. Il grido d’allarme arriva dal Circolo territoriale Alto Sangro-Marsica-Valle Roveto del Partito della Rifondazione comunista che critica l’operato della Regione. La Guardia medica fino a un mese fa assicurava la continuità nell’assistenza sanitaria ai cittadini quando gli ambulatori dei medici di base erano chiusi. Le prestazioni riguardavano quelle non urgenti ma comunque non rinviabili al giorno successivo. Dallo scorso 17 settembre non è più possibile l’accesso diretto nelle sedi di Guardia medica, ad esempio, per prestazioni ambulatoriali, prescrizioni di ricette mediche per farmaci di uso abituale, misurazione della pressione. «Il provvedimento comprime le prestazioni delle Guardie mediche e richiede rimborsi arretrati ai medici di guardia», spiega Silvano Di Pirro. «Inoltre, colpisce duramente il servizio di Guardia medica, ridimensionando drasticamente le prestazioni utili e importanti per le aree interne. È la solita logica della Regione di sopprimere servizi essenziali nei settori della sanità, dei trasporti, della scuola e dell’ambiente, soprattutto nelle aree interne, e nello stesso tempo mantenere inutili centrali di consumo e di spreco di denaro pubblico».
Di diverso avviso l’assessore regionale alla Sanità Silvio Paolucci: «Non c’è nessuna volontà da parte della giunta regionale di penalizzare o non valorizzare la professionalità dei medici che operano in questo campo. La decisione di procedere al recupero delle somme già corrisposte è dettata dal rispetto della normativa e dell’accordo collettivo nazionale di lavoro. Voglio invece ringraziare le organizzazioni sindacali dei medici di medicina generale, che insieme alle Asl e all’assessorato alla Sanità, stanno individuando le forme legittime per restituire un’indennità aggiuntiva dietro il raggiungimento di specifici obiettivi. Se i magistrati dovessero ritenere legittima l’indennità definita nel 2006 saremo pronti a prenderne positivamente atto».
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